Il Tirreno

Ancora sorprese, ma gli studiosi lavorano a ritmo ridotto per la mancanza di fondi

Populonia, nuove scoperte all'acropoli

Katia Ghilli
Populonia, nuove scoperte all'acropoli

Gli archeologi riportano alla luce una cisterna e una fornace

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 PIOMBINO. Gli archeologi delle Università di Pisa e di Roma Tre, che per un mese hanno scavato all'acropoli di Populonia, hanno riportato alla luce una nuova cisterna davanti a "Le Logge" (fine II e inizio I secolo avanti Cristo), e una nuova fornace, del II secolo avanti Cristo, in uno dei tre grandi templi rinvenuti alla luce anni fa. Le due scoperte ripagano i professori Letizia Gualandi e Fabio Fabiani dell'Università di Pisa e Daniele Manacorda di Roma Tre degli sforzi compiuti durante la campagna realizzata con i soli fondi pubblici a disposizione.  La scarsità di fondi a disposizione dell'Università di Siena ha costretto la facoltà a scegliere una sola campagna archeologica, quella sulla spiaggia di Baratti. «Con pochi fondi - spiega la professoressa Letizia Gualandi, dell'Università di Pisa - abbiamo dovuto ridurre l'area di scavo e il numero dei ragazzi partecipanti, trenta in tutto. Quest'anno abbiamo realizzato una campagna più povera ma comunque interessante».  Populonia si è dimostrata ancora una volta un territorio carico di sorprese. La prima è nell'area sacra, nel più grande dei tre templi, dedicato probabilmente a Giove. Sopra le grande fondazioni, partivano in altezza alcuni blocchi che ne costituivano le mura ma ne sono rimasti pochi perché, in epoca successiva, sono serviti per la costruzione del Rivellino e del Castello di Populonia. «Al centro di questo tempio - dice Gualandi - c'era una chiazza rossa. E' bastato rimuovere la terra per scoprire che è la parete di una fornace, contemporanea al tempio». Si tratta di una "fornace a catasta" usata per produrre laterizi, come tegole e coppe che venivano utilizzati per la realizzazione del tempio. Una curiosità: gli archeologi hanno rinvenuto a margine della fornace una sezione, scavata in tempi recenti, all'interno della quale è stato trovato un pezzetto di plastica. «Si tratta di un pozzo - spiega Gualandi - dal quale intorno agli anni dal 1970 al 1980, qualcuno è entrato per cercare reperti, senza trovare niente». Più a valle, ai piedi delle "Logge", nell'area limitrofa alla bottega del fabbro e alla domus, quest'anno è stata riportata alla luce una cisterna (fine IIº inizio Iº secolo avanti Cristo) coperta da una volta a botte, alimentata dall'acqua piovana. Al momento è difficile capire se è in relazione con Le Logge, ma comunque sta a indicare che nel periodo romano Populonia era ancora abitata. Resta da capire cosa c'è tutto intorno, anche perché la zona scoperta non rimanda tutte le informazioni sul suo passato. Un grande incendio distrusse tutto: prima di arrivare alle pareti della cisterna, è stata rimossa almeno una decina di centimetri di polvere e cenere.  Con le due nuove scoperte, l'acropoli si conferma come un'area archeologica di grandi dimensioni e ricca di sorprese. E anche quest'anno non ha mancato d'interessare quei turisti che, in visita al parco, si sono soffermati incuriositi per seguire in diretta saggi e scavi.

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