Proteste
"Poderando",
Alberto Giachetti (Capoliveri)
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"Poderando", una bella festa Ho partecipato a "Poderando" col Trekking Riotorto e sono rimasto soddisfatto, sia per la perfetta organizzazione, sia per i prodotti enogastronomici. Eravamo presenti in circa 800, provenienti dalla Toscana e oltre. Ci sono state simpatiche manifestazioni, ma più che altro sono rimasto sorpreso dalla mobilitazione di tanti volontari che hanno collaborato all'iniziativa. Un esempio di come le manifestazioni riescono se si sanno bene organizzare, anche senza bisogno di tanti soldi. Il trekking a Piombino? Pensate che sul sentiero che da Calamoresca porta a Fosso alle Canne non c'è neppure l'indicazione "Spiaggialunga" all'inizio del viottolo che porta alla splendida spiaggia, indicata solo all'ingresso della città. Sergio Galligani (Piombino) Ho fatto fatica a finire "Acciaio" Non sono stata alla presentazione del libro della Avallone. Ho avuto il libro in ritardo, prestatomi da un'amica. Da diligente critico letterario, l'ho letto tutto, dalla prima all'ultima pagina. Il testo dice che Piombino, a novembre, diventa una città per morti. Non sono d'accordo. Sarà perché mi sento una natura crepuscolare, ma mi piace vedere arrivare le prime piogge dalla finestra della mia casa in via Amendola. La mattina quando mi sveglio, vado subito sul terrazzino a salutare quel ben di Dio, col sole e con la pioggia. "Buongiorno - dico - Elba". Ecco, una parte molto bella di "Acciaio" è quella sull'isola. "Galleggia al centro dell'acqua come un biscotto", dice la Avallone. I personaggi del romanzo non sono moltissimi e sono tutti uguali. La scrittrice tratteggia luoghi, eventi, personaggi esteriormente, fisicamente. Non entra nella loro consistenza interiore. Anche le cose hanno un'anima. Lei quest'anima delle cose o non la vede, o non le interessa vederla. L'impressione che affiora è che si voglia incuriosire, non interessare, o coinvolgere, o emozionare. A incuriosire c'è riuscita. Infatti il libro ha venduto, vende. Ma è un'opera gelida, quindi inutile. Verrà dimenticato presto. Pare che vogliano farci un film. Anche questo sarà guardato da centinaia di persone, ma poi dimenticato, come tutte le cose inutili. Devo dire che ho faticato molto ad arrivare in fondo. A me piace la mobilità, la varietà, l'animazione. Queste pagine sono piatte, gessate, gelide come il marmo. È così difficile pubblicare oggi, specialmente pubblicare un'opera prima. Come ha fatto la ragazza a persuadere la Rizzoli così velocemente? E ancora: essere ammesse allo Strega e quasi vincerlo. Va bene che oggi si accetta tutto anche al più prestigioso premio letterario italiano, ma fino a questo punto! Io ho avuto l'onore di entrare in cinquina allo Strega, dopo aver vinto il Viareggio con l'opera prima, ben quattro volte, e non ce l'ho fatta ad arrivare in fondo. Ma il mio libro "Medea", che in versione teatrale sta per andare sulle scene, è in lettura come una delle opere più belle del Novecento alla Sorbona di Parigi: questo vuol dire vincere. Ultima precisazione: la punteggiatura, figliola. O la Rizzoli non ha un correttore di bozze o a te è piaciuto proporti così, nuda e cruda, senza orpelli. Ma se scrivi un altro romanzo, metti le virgole e i punti al loro posto. Giovanna Vizzari (Piombino) Si può fermare il progetto Gattaia La storia della Gattaia bisognerebbe ripercorrerla dall'inizio, cioè da quella famosa assemblea svoltasi al De Laugier, con filmati ben documentati e immagini che davano già la sensazione di quanto fosse lontano quel progetto per la nostra Darsena. Adesso la dimostrazione arriva dalle prospettive progettuali per tutta l'area portuale. Le parole non si risparmiano: utilizzo spazi a mare, tratti di lungomare attrezzato, sviluppo della città, tutela dei beni ambientali. Tutto questo si comunica all'opinione pubblica con grande fervore, ignorando il paradosso della Gattaia per compiere questi progetti. L'ampiezza del sito storico e l'immagine della fortezza medicea sarebbero un enorme fiore all'occhiello per il porto. Si preferisce lasciare quel blocco di cemento e quella strettoia, utilizzando denaro pubblico per costruire uffici. Saremmo ancora in tempo se nel Palazzo ci fosse qualcosa di nostro, mettendo da parte la politica. Giancarlo Albini (Portoferraio) Un errore cedere l'ex Pegaso Non posso esimermi dal manifestare la mia soddisfazione nell'apprendere la notizia del flop del primo bando per la cessione delle strutture di via Piave (ex Pegaso e relativi campi da tennis e bocce) e dell'area di Montemazzano comprendente il campo di calcio. Anche se ciò non impedirà la deprecabile conclusione della procedura di cessione, privando la città di strutture che tutt'ora potevano avere una loro importante valenza. È vero che il circolino, ex Pegaso, avrebbe avuto bisogno di un'adeguata ristrutturazione in quanto versa in condizioni di notevole degrado, ma è altrettanto vero che era l'unica struttura in città che poteva ospitare adeguatamente convegni, conferenze, spettacoli e quant'altro. Una struttura peraltro felicemente ubicata all'ingresso della città. Adesso, quanti anni dovremo aspettare per avere una struttura altrettanto idonea a tali necessità? Si parla di Polo culturale, di Città Futura, ma di quale futuro si può parlare, se non di un futuro molto remoto. Altrettanto dicasi per l'area di Montemazzano. Una vasta area di verde pubblico di notevole interesse, da riqualificare adeguatamente, ma non certo da cementificare. Due campi da calcio di quartiere necessari soprattutto per le attività giovanili, oltreché amatoriali. Queste attività dovranno traslocare al campo da calcio di Fiorentina, con tutte le difficoltà che questo comporta. Quali saranno quei genitori che manderanno i propri figli di 14, 15 anni, con un ciclomotore a Fiorentina per gli allenamenti e le partite? Vorrei infine sottolineare un altro aspetto negativo costituito dalla costruzione degli alloggi, si parla addirittura di 280, che sorgeranno in quell'area antistante il Ciasa. Una struttura, questa, dove si svolgono importanti attività ricreative e culturali in favore dei cittadini, soprattutto degli anziani. Attività che saranno compromesse una volta che vi sarà il nuovo insediamento abitativo. Certe volte vengono fatte delle scelte urbanistiche di riqualificazione della città, ma che, per poter essere condivise, dovrebbero avere anche, e soprattutto, una valenza di funzionalità. Non ritengo sia così nei casi suesposti. Franco Calzolari (Piombino) Alta professionalità all'ospedale Sono un fiorentino di 78 anni, residente da circa 12 anni all'isola d'Elba e per la prima volta ho conosciuto l'ospedale di Portoferraio. Vi sono stato ricoverato d'urgenza per un problema abbastanza serio. La mia degenza è durata 8 giorni durante i quali sono stato monitorato con una serie di esami accuratissimi, attraverso i quali è stato possibile venire a capo della mia patologia. Durante il mio ricovero ho potuto rendermi conto dell'alta professionalità e competenza del personale medico, così come della preparazione ed umana disponibilità del personale infermieristico, purtroppo sottodimensionato, e di quello ausiliario che garantisce un perfetto ordine ed accuratissima pulizia dei locali. Tutto questo mi fa sentire in dovere di elogiare e ringraziare con tutto il cuore tutto il personale del reparto di medicina dell'ospedale di Portoferraio che meriterebbe una maggiore attenzione da parte degli organi regionali e ministeriali della sanità.
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