Attenzione
TERRITORIO
Complesso fare l'Unione
Giampaolo Pioli (sindaco di Suvereto)
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Il contributo dell'associazione Democrazia e Territorio sulla gestione sovracomunale delle politiche territoriali, dopo la fine dei Circondari, è occasione per riprendere il filo del discorso sul tema. I Comuni non hanno mai rinunciato alla prospettiva di rilanciare su nuove basi una tradizione pluridecennale della Val di Cornia, che nel tempo ha consentito di muoversi in una prospettiva più vasta, con scelte di respiro più ampio, che hanno permesso al territorio di pesare di più nelle scelte provinciali e regionali. Il progetto di Unione dei Comuni è l'obiettivo su cui si sta lavorando. Ma molte cose sono cambiate e il passaggio da Circondario a Unione si è rivelato ben più complesso che un cambio di denominazione. L'Unione è un ente locale nuovo a tutti gli effetti, con le sue strutture e il proprio personale. I dipendenti dei Comuni che vi opereranno non saranno più "distaccati", ma cambieranno datore di lavoro. Questo significa soppesare, concordare, prefigurare percorsi e carriere professionali. In secondo luogo le funzioni che si decidono di associare vengono cancellate nei vari Comuni. È un passaggio delicato, che va ad impattare su strutture e abitudini consolidate, che obbliga ad una ricerca sottile di equilibrio tra cancellazione della funzione e mantenimento degli "sportelli periferici" al servizio del cittadino. Terzo elemento: mentre il Circondario era un'emanazione della Provincia, questa è del tutto fuori dall'Unione. Vuol dire che se s'intende garantire un ruolo su funzioni come formazione o agricoltura, questo va rivisto e negoziato ex-novo. Uno dei criteri che sta guidando il lavoro preparatorio è quello della razionalizzazione della spesa. Una cosa è certa: appartiene al passato quella fase dell'associarsi che, se da un lato fu una spinta a superare il ristretto orizzonte di ciascuno, dall'altra ha spesso fatto crescere la spesa e creato ulteriori sovrastrutture. Ma l'altro criterio è necessariamente quello del "valore aggiunto" di un approccio sovra comunale alle problematiche del territorio. Su questo è necessario che i Comuni maggiori - non obbligati per legge all'associazione - mantengano quel livello alto di "visione".
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