Attenzione
Sanità. Il sindacato Fials annuncia unassemblea e manifestazione davanti allospedale di Villamarina
«Chiari segnali di ridimensionamento»
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Una visita al pronto soccorso Tagli, accorpamenti e riduzione di personale fanno scattare l'allarme
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PIOMBINO. Le posizioni contraddittorie e il paventato ridimensionamento delle attività sanitarie della Val di Cornia all'attenzione del Fials Livorno. Per il segretario provinciale, Massimo Ferrucci: «La realtà sanitaria della Val di Cornia - spiega - è da tempo al centro di un pesante ridimensionamento nonostante la Asl 6 proclami future innovazioni». Prosegue: «Si parla di ospedale di comunità già previsto dal Pal 1999/2001, aumento dei posti letto per la riabilitazione, che stridono con la realtà caratterizzata dal perpetuarsi delle liste di attesa e da livelli assistenziali ridotti al minimo. La realtà - aggiunge il dottore - non può essere nascosta dalla propaganda sulla costruzione di un nuovo ospedale per la Val di Cornia in quanto non previsto nel Piano sanitario regionale e neppure finanziato. Il drenaggio di gran parte delle risorse sul nuovo ospedale di Livorno - sottolinea - ha portato la Asl a ridimensionare la rete ospedaliera della Provincia. Rimane un'affermazione priva di fondamento l'aumento delle risorse per le attività territoriali in cambio della riduzione dei posti letto nell'ospedale di Piombino infatti le vistose carenze di personale sopperite con lo straordinario programmato dimostrano che la situazione è ben diversa (es. in psichiatria). Ciò è il risultato negativo del piano assunzioni firmato solo da Cgil-Cisl-Uil - ricorda - che prevede a fronte di 150 pensionamenti nel 2010 il reintegro solo di 43 unità. Inoltre Cgil-Cisl-Uil hanno approvato un protocollo di intesa con la Asl che conferma la centralità strategica del nuovo ospedale di Livorno e "la revisione della rete ospedaliera" e con il quale condividono la "riorganizzazione delle attività su base dipartimentale introducendo il modello per intensità di cure" che si realizza con gli accorpamenti di attività quali ortopedia, otorino, oculistica, urologia, chirurgia in un maxi reparto minestrone dove non viene migliorata la qualità assistenziale ma si riducono i costi del personale». Il Fials si pone il problema del futuro della sanità nella Val di Cornia «sui livelli di assistenza erogati - dice ancora Ferrucci - sui rischi professionali a cui vengono esposti i lavoratori oggetto delle ristrutturazioni. Ci opponiamo alle decisioni unilateralmente dalla direzione aziendale avallate dai sindacati confederali». Sorprende il segretario Fials il comportamento della Uil: «Subalterna alle scelte aziendali - scrive - pensa che un breve corso di aggiornamento possa formare un infermiere o operatori socio-sanitari "tuttologi". Basterebbe recarsi in altre aziende ospedaliere in Toscana, dove si attuano ben altri modelli di assistenza, per capire che le professionalità si valorizzano con un impiego in precise branche e non in un contesto confuso; l'espletamento delle attività del profilo professionale è contraddistinta da capacità e abilità specifiche acquisite nel corso degli anni non disgiunte dal possesso di titoli derivanti da corsi specializzazione». Il Fials chiede alla Asl 6 «di rispettare il contratto di lavoro che significa riaprire la discussione sulle riorganizzazioni e ristrutturazioni senza limitarsi a ricevere carta bianca dai sindacati confederali» e di riaprire la trattativa aziendale sulla base della piattaforma Fials e Rsu (es. progressioni verticali, diritto alla mensa ecc.). Faremo - conclude Ferrucci - assemblea e manifestazione dinanzi all'ospedale di Piombino per verificare le condizioni per la proclamazione dello sciopero».
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