Il Tirreno

Toremar, rinviata la gara

Antonella Danesi
A sinistra Angelo Roma, sopra una nave Toremar
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A sinistra Angelo Roma, sopra una nave Toremar

L'ad Angelo Roma: lo Stato paghi i debiti Tirrenia

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 PORTOFERRAIO. Confermata la proroga dei tempi per la privatizzazione di Toremar come pure l'ipotesi l'ipotesi di una gara condizionata, alla luce dei crediti che la compagnia vanta nei confronti di Tirrenia. Sono le principali novità emerse dall'audizione di Angelo Roma, amministratore unico di Toremar, in commissione provinciale, alla presenza degli assessori Catalina Schezzini e Piero Nocchi.  Un confronto dal quale sono emerse anche garanzie rispetto alla continuità del servizio, almeno fino al termine indicato per la gara, lo stesso fissato per Tirrenia. Tutto però ruota intorno alla questione del credito che la compagnia regionale vanta verso la società principale. Il rischio è che la questione finisca dentro il calderone Tirrenia senza nessuna garanzia che effettivamente i 9 milioni e settecentomila rientrino nella casse di Toremar. «A questo punto l'unica possibilità potrebbe essere una gara condizionata - spiega Angelo Roma - perché qualcuno dovrò garantire questi nove milioni e settecentomila euro. E questo non può farlo che lo Stato». Basterebbe l'assicurazione di una dilazione negli anni a venire per sbloccare la situazione gravata da un credito di Toremar molto alto. Nell'ultimo anno Roma è riuscito a recuperare circa 10 milioni di euro, ma resta il macigno di questi 9 milioni e settecentomila. «Toremar è dello Stato - afferma Roma - e vanta un credito nei confronti di Tirrenia, anch'essa dello Stato. Prima o poi questi soldi, quindi, dovranno arrivare dallo Stato».  Una cifra che diventa significativa per lo stesso valore di Toremar, e per la sua appetibilità su mercato. La Regione stessa, che avrebbe dovuto chiedere conferma agli undici interessati all'acquisto della società delle loro intenzioni in merito, sta aspettando di aver chiarimenti dal Governo.  «La questione sta molto a cuore alla Regione e noi stiamo monitorando la procedura - afferma l'assessore provinciale, Catalina Schezzini - è un momento delicato, ma il ritardo è provocato solo da chiarimenti che devono arrivare dal governo, ancora molto evasivo».

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