Il Tirreno

L’accusa: no alle attenuanti

Il caso Elbopoli torna in aula

lu.dem.

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 PORTOFERRAIO. Entrerà nel vivo a fine ottobre il processo di secondo grado per abusi eccellenti e corruzione conosciuto ormai come "Elbopoli", nel quale furono coinvolti giudici e prefetti, che secondo l'accusa avrebbero truccato provvedimenti giudiziari in cambio della promessa di appartamenti a buon mercato all'Elba. Dopo la sentenza del tribunale di Genova ecco l'Appello. A fare ricorso gli imputati condannati, che chiedono l'assoluzione, ma anche la Procura, che aveva avanzato richieste più pesanti nel processo di primo grado e che adesso chiede che non siano concesse le attenuanti generiche agli imputati.  L'ex capo dei giudici per le indagini preliminari del tribunale di Livorno, Germano Lamberti, è stato condannato a tre anni per corruzione in atti giudiziari, ma il pubblico ministero Paola Calleri aveva chiesto una pena di sette anni. Sarà lei in udienza a sostenere l'accusa. Fra i condannati, anche l'ex prefetto di Livorno Vincenzo Gallitto (due anni, a fronte di una richiesta di 6 anni e 4 mesi) e il suo vice Giuseppe Pesce (due anni e due mesi, richiesta di 6 anni e 8 mesi). Tre anni e quattro mesi sono stati inflitti ai costruttori pistoiesi Fiorello Filippi e Franco Giusti, mentre Gabriele Mazzarri, tecnico del Comune di Marciana, ha avuto un anno e otto mesi. Assolti il sindaco di Marciana Luigi Logi, e Francesco Sinisgallo.

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