Il dolore
TERRITORIO
Serve la gestione sovracomunale
Associazione Democrazia e territorio
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Conosciamo le vicende che recentemente hanno portato alla chiusura del Circondario e le aspettative di un nuovo assetto istituzionale con l'Unione dei Comuni annunciata dai sindaci e dal partito di maggioranza. Era stato indicato giugno come termine per la nascita dell'Unione e che nel frattempo le varie funzioni, prima associate, sarebbero state svolte attraverso convenzioni tra i Comuni. Purtroppo dell'Unione per ora non si intravede neanche la forma, mentre le funzioni amministrative prima svolte in forma associata sono tornate ai singoli Comuni e si è persa la gestione di materie importanti come la formazione, il lavoro, l'ambiente e l'agricoltura, che sono ritornate alla Provincia. Così è arretrato anche il confronto e il dibattito intorno a queste problematiche. Questo ritardo è preoccupante perché il riordino istituzionale a livello locale è non solo necessario ma ormai inderogabile e indispensabile per una gestione unitaria dell'area, concepita non solo come risparmio di risorse e razionalizzazione degli interventi, ma soprattutto come qualità delle politiche e come visione complessiva del governo del territorio. Il decreto 78/2010, convertito nella legge 122/2010 (manovra estiva Tremonti) ha ulteriormente complicato il quadro, obbligando i comuni al di sotto dei 5000 abitanti ad associare le funzioni fondamentali. Purtroppo siamo di fronte ad un sostanziale immobilismo. Che cosa intendono fare i comuni della Val di Cornia? Intanto la legge pone alcuni di loro (Suvereto e Sassetta) di fronte all'obbligo di associarsi e ciò chiama in causa anche gli altri, vista la lunga storia di coordinamento sovracomunale. In un'ottica di razionalizzazione della spesa pubblica ma soprattutto in quella di gestione di un territorio che faccia sistema, i nostri Comuni non possono restare fermi. La capacità e la volontà dei Comuni più grandi di essere capofila di nuove esperienze amministrative richiede una riflessione ulteriore sul ruolo e sulle finalità che si vogliono conseguire. Su questi temi proponiamo l'apertura di un confronto tra istituzioni, forze politiche e società civile.
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