Il dolore
Il piano per Baratti
Mario Marri (Porto Azzurro)
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Una veduta del Golfo di Baratti 5 MINUTI DI LETTURA
Il piano per Baratti è un'opportunità La strada e il piano per Baratti hanno suscitato una serie di polemiche che testimoniano il grande attaccamento dei piombinesi, e non solo, a questo territorio; ma deve essere una passione ragionata. Dire semplicemente no non serve e, meno che mai, serve lasciare le cose come stanno. Personalmente alla protesta preferisco la riflessione e la proposta. Mi sembra veramente eccessivo che, in questo caso, si possa parlare di politica dissennata del territorio. Il problema può avere anche una lettura diversa. Prendiamo spunto da due dati contrastanti: il primo riguarda l'aumento delle presenze turistiche sul territorio e, il secondo, il contemporaneo aumento degli iscritti nelle liste di collocamento. Questo significa che siamo ancora lontani dai numeri capaci di diversificare la nostra economia e che si tratta di un turismo "povero". Lo sviluppo legato ai flussi turistici ha bisogno di numeri più importanti sia sotto il profilo quantitativo sia sotto l'aspetto qualitativo. Ben vengano, quindi, tutti quegli interventi capaci di valorizzare il territorio. Il piano per Baratti sembra muoversi in questa direzione. Immaginiamo lo scenario futuro: la spiaggia ripristinata e protetta, strutture ricettive di pregio a Poggio all'Agnello, Casone e Populonia, sviluppo delle attività sportive legate al mare, ampliamento dei parchi, realizzazione di una sentieristica di collegamento con la città. Siamo consapevoli che questo potrà comportare dei costi, soprattutto nei weekend estivi, costi non dissimili dagli attuali e che non hanno alcun ritorno per la nostra economia. Ben più significativi potranno essere i benefici legati all'attuazione del piano con maggiori possibilità di occupazione per i giovani e ricchezza per la zona. Dobbiamo vigilare, ma anche fare attenzione a non perdere questa opportunità e a non perdere tempo. L'importante e qualificato sviluppo del ricettivo alberghiero nell'area di Baratti dovrà essere supportato da un intervento formativo di pari importanza per i nostri giovani. Franco Dell'Omodarme (Piombino) Scuolabus più caro ma si poteva evitare Come genitori di bambini che frequentano la scuola materna, e più in generale come genitori, crediamo che il servizio di trasporto pubblico per i bambini sia un servizio essenziale che l'amministrazione comunale dove fornire ai cittadini. L'aumento della quota mensile del 200% in un solo anno (passiamo da 120 euro a 340 all'anno) non è certamente una cosa gradita e che accettiamo a braccia aperte, ma accettiamo di pagare di tasca nostra la cifra che il Comune non riesce ad erogare solamente perché l'annullamento del servizio pubblico è oltre che scomodo per chi non ha possibilità di portare i piccoli a scuola, una sorta di resa incondizionata all'annullamento costante dei servizi. Senza dubbio avremmo preferito che l'amministrazione avesse cercato nel proprio portafoglio e non nei nostri i soldi necessari. Sappiamo tutti che il governo con i continui tagli impoverisce le nostre amministrazioni e che non è facile trovare i fondi necessari per fare tutto, ma rimaniamo convinti che anche per un Comune piccolo come Suvereto non sarebbe stato così difficile trovare i 7000 euro necessari a garantire il servizio al prezzo dello scorso anno. Siamo dispiaciuti che nei comunicati dell'amministrazione non venga citata la proposta fatta da parte di alcuni cittadini di cercare finanziamenti privati che permettano di aiutare i genitori a sostenere l'aumento e garantire il servizio. Facciamo quindi noi appello a chi fosse interessato a finanziare il servizio di mettersi in contato con il Comune e aiutarci a permettere che un servizio essenziale e socialmente utile possa avere le basi per garantire ancora molti viaggi dei nostri bambini. Marco Toninelli (Suvereto) Quanto rumore, anche di notte Continuamente si sente dire dalle autorità sanitarie che il rumore nuoce alla salute, ma cosa viene fatto per combatterlo? A cominciare dai motorini smarmittati ai quali non viene fatta neppure una contravvenzione. A seguire le sirene dei mezzi di soccorso che a Piombino fanno tappare le orecchie alla gente. C'è poi da notare che a giudicare dal numero degli interventi dei suddetti mezzi sembrerebbe che da noi ci fosse il record di incidenti e di trasferimenti urgenti. Può darsi che qualche autista abusi - anche involontariamente - di quegli strumenti di segnalazione, che vengono adoperati a volte anche a notte fonda? Persino i bus urbani talvolta sono molto rumorosi. Non basterebbero i rumori degli stabilimenti? Mi sembra che sarebbe il caso di fare qualcosa per rimediare a questi disagi. Sergio Galligani (Piombino) Caos viabilità a Porto Azzurro Probabilmente non tutti sanno che Porto Azzurro è una bella e ridente cittadina dell'Elba, che però diventa caotica nei fine settimana per le persone che attirate dalla pubblicità cercano di passarci alcuni giorni in tranquillità. Totale scempio della viabilità negli ultimi anni, con seri problemi di parcheggio non solo per i turisti ma sopratutto per i residenti della banchina 4 Novembre ove gli unici parcheggi esistenti sono stati tolti per fare spazio alle cosiddette autorità (Comune, Capitaneria, guardie carcerarie) obbligando i residenti a portare le loro auto nei parcheggi a pagamento se non si ha un garage. Mentre quelli delle autorità rimangono vuoti ad aspettare il turista che ci casca e becca la multa. Ma la cosa peggiore è per coloro che abitano fuori del paese, soprattutto a Mola, e non riescono ad andare in paese. Ci sono solo 750 metri, ma sono i più pericolosi che abbia mai visto. Code di auto che cercano di entrare in paese e non trovano parcheggio. Allora uno pensa: ci vado a piedi! Forse, se si cammina sopra al muretto che inpedisce di cadere in mare 10 metri sotto! Altrimenti si può essere investiti. Non esiste marciapiede, non esiste cordolo, non esiste niente... C'era un bel progetto di una passatoia da Mola a Porto Azzurro, ma perchè dava fastidio a qualche ristorante e hotel non se ne sa più niente! Credo che me ne andrò da Porto Azzurro anche se speravo di passarci la mia pensione in tranquillità.
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