Il Tirreno

I dati dal Centro studi Camera di commercio sul primo semestre 2010: crollo dei cereali, olio ok

Aziende agricole chiuse per crisi

Katia Ghilli
Aziende agricole chiuse per crisi

Cessazioni in aumento a Campiglia e Piombino, più imprese a Suvereto

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 CAMPIGLIA. La crisi nera del 2009 si è solo parzialmente attenuta nei primi sei mesi di quest'anno e altre aziende hanno chiuso. Le imprese cessate, nel primo semestre 2010 a fronte dello stesso periodo 2009, sono state 7, le ditte che hanno aperto 3. Il saldo negativo è pari all'1,3 per cento; al di sotto di quanto avviene negli altri territori vicini, nella regione e sul territorio nazionale.  Il dato è stato elaborato dal Centro studi statistici della Camera di commercio di Livorno, che conta anche le imprese attualmente attive. In Val di Cornia sono 1.121, di cui 382 operano a Campiglia, 389 a Piombino, 96 a San Vincenzo, 17 a Sassetta e 237 a Suvereto. Nei primi due territori il primo semestre di quest'anno è stato caratterizzato da una decrescita delle imprese (rispetto ai primi sei mesi del 2009), mentre a San Vincenzo ne risultano attive 3 in più rispetto ad un anno fa ed a Suvereto ce ne sono 6 in più. Solo a Sassetta la situazione è rimasta invariata. Decisamente negativa la performance di Campiglia, dove c'è stato un calo delle imprese attive del 16%.  Nonostante le diverse variazioni, le ditte del comparto agricolo della Val di Cornia rappresentano il 21,9 per cento sul totale delle imprese attive sul territorio: una realtà importante, che merita più attenzione e maggiori finanziamenti pubblici.  Di questo si parlerà anche nella prossima convocazione del "Tavolo verde", istituito dalla Provincia per discutere con le varie realtà locali, le politiche agricole di questo spicchio di Toscana. Al tavolo, oltre agli enti locali, sono invitate anche le associazioni di categoria. Giovedì si discuterà della volontà della Regione di accorpare le risorse agricole dell'Elba con quelle del territorio continentale. Una questione non da poco, sia per il territorio isolano che per gli altri comuni.  Il rapporto del Centro studi offre spunti d'approfondimento. Come la redditività che, secondo lo studio livornese «nella prima metà del 2010 è stata messa a dura prova». Entrando nel dettaglio anche dei mercati. «Si è verificato - si spiega - un calo generalizzato delle quotazioni all'origine, tranne che per i comparti del latte e derivati e dell'olio d'oliva (rispettivamente +6% e +10%) che recuperano su un deludente 2009. Crollano i cereali (-9%), le colture industriali (-8%), gli animali vivi (-3%).

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