Attenzione
Task force al Nasuto per disincagliare la barca affondata
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Disincagliato e trasferito nei cantieri Esaom di Portoferraio il peschereccio Nuova Marea naufragato sugli scogli di Ripa Barata, nei pressi di Punta del Nasuto a Marciana Marina, venerdì scorso. Una task force di tecnici e uomini della Capitaneria ha seguito, passo passo, le operazioni di rimozione del mezzo dalla scogliera sulla quale era rimasto incagliato.
Particolarmente complesso il lavoro di rimozione dell'imbarcazione, letteralmente incastrata tra gli scogli del basso fondale di Ripa Barata. Le operazioni sono state portate a conclusione grazie all'intervento di un pontone con gru, il "Luca", trainato dal rimorchiatore "Loriano" della Sales e alla preziosa collaborazione del personale e dei mezzi di Elba Yacht assistance insieme ai sommozzatori della D&WM Lavori Subaquei di Marciana.
L'intervento, portato avanti per l'intera giornata di giovedì e concluso venerdì mattina, è stato costantemente monitorato dagli uomini della Guardia costiera preoccupati anche per i possibili nuovi sversamenti in mare di sostanze inquinanti. Per questo, da venerdì scorso e per tutta la durata delle operazioni di recupero, l'area dell'incidente è stata sottoposta ai controlli del mezzo anti inquinamento "Jerzy" di Castalia (per conto del Ministero dell'Ambiente), la cui permanenza sull'isola era stata richiesta dallo stesso comandante della Capitaneria, Antonio Catino.
Fortunatamente non si sono verificati sversamenti durante il recupero e il successivo trasferimento del Nuova Marea a Portoferraio. L'inchiesta sul naufragio è tutt'ora in corso. Da accertare le cause della deviazione dalla rotta del peschereccio che, nella notte tra giovedì e venerdì della scora settimana, si stava spostando da una zona di pesca all'altra. Una parte dell'equipaggio stava dormendo quando, intorno alle 4, l'imbarcazione è andata a sbattere con violenza contro gli scogli.
I dieci occupanti sono riusciti a mettersi in salvo anche grazie all'immediato intervento della Capitaneria ma dai serbatoi del peschereccio ha cominciato a fuoriuscire gasolio ed è stato necessario attivare con urgenza tutti i mezzi a disposizione per contenere i danni ambientali in questo specchio di mare, una zona - come sottolineato anche da Legambiente - particolarmente delicata.
Particolarmente complesso il lavoro di rimozione dell'imbarcazione, letteralmente incastrata tra gli scogli del basso fondale di Ripa Barata. Le operazioni sono state portate a conclusione grazie all'intervento di un pontone con gru, il "Luca", trainato dal rimorchiatore "Loriano" della Sales e alla preziosa collaborazione del personale e dei mezzi di Elba Yacht assistance insieme ai sommozzatori della D&WM Lavori Subaquei di Marciana.
L'intervento, portato avanti per l'intera giornata di giovedì e concluso venerdì mattina, è stato costantemente monitorato dagli uomini della Guardia costiera preoccupati anche per i possibili nuovi sversamenti in mare di sostanze inquinanti. Per questo, da venerdì scorso e per tutta la durata delle operazioni di recupero, l'area dell'incidente è stata sottoposta ai controlli del mezzo anti inquinamento "Jerzy" di Castalia (per conto del Ministero dell'Ambiente), la cui permanenza sull'isola era stata richiesta dallo stesso comandante della Capitaneria, Antonio Catino.
Fortunatamente non si sono verificati sversamenti durante il recupero e il successivo trasferimento del Nuova Marea a Portoferraio. L'inchiesta sul naufragio è tutt'ora in corso. Da accertare le cause della deviazione dalla rotta del peschereccio che, nella notte tra giovedì e venerdì della scora settimana, si stava spostando da una zona di pesca all'altra. Una parte dell'equipaggio stava dormendo quando, intorno alle 4, l'imbarcazione è andata a sbattere con violenza contro gli scogli.
I dieci occupanti sono riusciti a mettersi in salvo anche grazie all'immediato intervento della Capitaneria ma dai serbatoi del peschereccio ha cominciato a fuoriuscire gasolio ed è stato necessario attivare con urgenza tutti i mezzi a disposizione per contenere i danni ambientali in questo specchio di mare, una zona - come sottolineato anche da Legambiente - particolarmente delicata.
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