Sicurezza
Nuovi tesori dalla nave romana
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I dolia del relitto del Nasuto a Marciana Marina Recuperati altri due dolia dal relitto di Marciana Marina
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MARCIANA MARINA. Altri due dolia recuperati dalla nave romana affondata a poca distanza da Punta del Nasuto. Insieme con questi due reperti è stato rinvenuto un coperchio che presumibilmente dovrebbe essere attribuito a uno dei precedenti contenitori che sono stati riportati in superficie. «La circostanza - dice Massimo Giudicelli, referente del gruppo Explorer Time Chimera che opera sul relitto di Marciana Marina da quando si è aperta la campagna di scavi sottomarina sotto la responsabilità della Soprintendenza dei Beni Archeologici di Pisa - ci fa pensare che dovremmo essere vicini alla fine della nave oneraria, semicoperta dalla fanghiglia e dalla sabbia. In pratica tutto quello che c'era da recuperare è stato fatto». Mancherebbe, dunque, l'ultimo atto, l'ultimo sforzo da compiere per chiudere definitivamente il programma di scavo archeologico marino. Questo è il risultato di quanto realizzato dai sommozzatori della società Chimera dalla prima settimana di settembre ad oggi. Ma per il momento ci si ferma e si rimanda in altre occasioni la conclusione del piano di recupero. «Non ci sono soldi - ammette lo stesso Massimo Giudicelli - Ragion per cui siamo nella necessità di mettere fine alla campagna intrapresa, anche se abbiamo la convinzione di essere arrivati alla fine dello scafo e di aver recuperato quanto dovevamo recuperare della vecchia mave oneraria romana». Un naufragio che avvene più di due mila anni per cause naturali; la nave trasportava dei "dolia" adibiti al trasporto di olio o vino destinati ai mercati del continente. Enormi contenitori di circa quattro metri di circonferenza che per due millenni sono stati sepolti sotto una coltre di 65 metri d'acqua e che poi, il mare e le correnti hanno provveduto a stendere una patina di fanghiglia. L'operazione di recupero è stata condotta sotto la direzione della Soprintendenza.
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