Attenzione
Chiude il Buraccio e salta il sistema della differenziata
Luigi Cignoni
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Limpianto del Buraccio a Porto Azzurro, chiuso da ieri mattina 3 MINUTI DI LETTURA
PORTO AZZURRO. Chiuso il Buraccio per lo smaltimento della raccolta differenziata. Da stamani i Comuni elbani dovranno arrangiarsi e trovare alternative per il conferimento dei materiali. Come era stato a più riprese annunciato l'amministrazione di Porto Azzurro, sotto la cui giurisdizione ricade l'impianto del Buraccio, è passata alle vie di fatto, adottando un provvedimento di chiusura immediata per la raccolta e il trattamento della differenziata. Alto là, quindi, ai camion che scaricano plastica, cartone, vetro e ingombranti provenienti dagli altri Comuni isolani. Semaforo rosso fino a quando non sarà risolta la questione delle royalties, il motivo per cui Maurizio Papi ha chiuso il Buraccio. Il sindaco di Porto Azzurro attende da anni una forma di risarcimento per la presenza, sul proprio territorio, dell'impianto: le royalties appunto, pari a 120 mila euro l'anno che i Comuni si erano impegnati a versare nelle casse portoazzurrine. Ma la cifra prevista non è mai arrivata, nonostante le sollecitazioni di Papi così, dopo la chiusura temporanea dell'impianto ad agosto al quale è seguita una proroga in attesa di un chiarimento (evidentemente non arrivato) i cancelli del Buraccio tornano a chiudersi e non si sa per quanto tempo. «A un certo punto ho detto basta - dice il sindaco Maurizio Papi - E siamo passati alle vie di fatto». Che significa esposizione all'albo dell'ordinanza di chiusura. La risposta di Esa è stata immediata. Ieri mattina sono partite le lettere con cui si informavano i Comuni che, a partire dal primo di ottobre, non possono essere inviati i camion della differenziata al Buraccio a causa della non praticabilità del sito. Poche righe stringate che avvertono delle nuove e recenti disposizioni con le quali bisogna prendere atto. «Il provvedimento - commenta il sindaco di Portoferraio, Roberto Peria - potrebbe configurarsi come interruzione di pubblico servizio. Sono convinto che una soluzione sia possibile». Di sicuro la decisione di Papi non è un fulmine a ciel sereno. «Era nell'aria - dice l'assessore provinciale Nista - i miei uffici si stanno già attivando per arrivare a una soluzione che sia la migliore possibile. Gli sviluppi? Ho ragione di ritenere che la differenziata rimarrà al Buraccio, magari con un procedimento diverso da quello adottato finora, ma è certo da escludere che si vada a un trasferimento in continente di materiale destinato al riciclaggio». Un'operazione, dunque, destinata ad essere affrontata nei prossimi giorni. Intanto però sembra che, se si andrà verso una soluzione, al cittadino sia riservata una spesa aggiuntiva che peserà nelle prossime cartelle esattoriali. E la filosofia di premiare il "cittadino virtuoso" che portava negli appositi contenitori il materiale destinato al riciclo? «Buone intenzioni - conclude il primo cittadino di Porto Azzurro - che avranno sicuramente il loro effetto quando però l'intero programma di recupero di materiale da riciclare entrerà a regime. Ora aspettiamo i Comuni: che diano quanto promesso».
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