Il Tirreno

Categorie e sindacati per il Comune unico

Il sindaco Danilo Alessi
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Il sindaco Danilo Alessi

Pronta la bozza della proposta di legge, ma non c'è ancora il comitato

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 PORTOFERRAIO. Passare dalle parole ai fatti e dare corpo «a una proposta di legge di iniziativa popolare per la costituzione di un Comune unico da sottoporre a referendum». Non è la politica a parlare, non sono le istituzioni locali, ma il mondo dell'impresa e i sindacati. Ed è forse la prima volta che succede su un tema come il Comune unico da quando se ne discute, cioè da almeno quindici anni. Giovedì, su iniziativa del sindaco di Rio nell'Elba, Danilo Alessi, categorie economiche e rappresentanti dei lavoratori si sono riuniti intorno al solito tavolo. Un comitato promotore del referendum per il Comune unico non c'è ancora. Ma dall'assemblea è uscita una convinzione comune: per l'Elba dell'economia, del turismo, delle imprese e dei lavoratori occorre imboccare la strada dell'unità amministrativa.  Il confronto. All'incontro erano presenti Massimo De Ferrari, in rappresentanza dell'associazione albergatori, Roberto Minelli di Coldiretti, Maurizio Serini e Luca Sanna per Cna, per la Confcommercio Franca Rosso e Marcello Giardini, ed ancora Mauro Quercioli, Marcello Bargellini e Giorgio Leonelli per Confesercenti, Tiziano Nocentini per Confindustria, i sindacalisti Roberto Antonini (Cgil), Stefano Catalucci (Cisl) e Rosita Bernardini (Uil). Categorie e sindacati partono da una considerazione di base. «E' indubbio che fino ad oggi - affermano - la divisione, la instabilità e la frammentazione che hanno caratterizzato le istituzioni locali sono state e continuano ad essere uno dei maggiori ostacoli alla possibilità di dare adeguate soluzioni e risposte efficaci ai problemi del territorio». Da qui la necessità di avviare «un processo di unificazione della struttura amministrativa. Un Comune unico, oltre a dare più forza e capacità operativa alle nostre esigenze, porterebbe significativi vantaggi in termini di qualità della classe dirigente e manageriale, risparmi economici, maggiori contributi e agevolazioni fiscali, un potenziamento dei servizi alla persona, una maggiore valorizzazione della cultura e dell'identità locali». I rappresentanti delle categorie economiche e dei sindacati auspicano la costituzione di un comitato promotore aperto a tutti coloro che condividono l'obiettivo del Comune unico.  Il percorso. «Ho sempre sostenuto la necessità di muoverci in questa direzione - spiega il sindaco di Rio Elba, Danilo Alessi - dopo questa prima riunione con le associazioni e i sindacati ciascun soggetto si confronterà con i propri associati per costruire la base del comitato promotore del referendum popolare. Ritengo indispensabile l'individuazione di un coordinatore super partes auspicando una successiva adesione spontanea da parte delle istituzioni del territorio».  Il comitato dovrà raccogliere almeno 5mila firme in 6 mesi. Poi la proposta di legge andrà in Regione che, valutata la richiesta, fisserà la data per il referendum.  La proposta di legge. Ma come potrebbe essere strutturato il Comune dell'isola d'Elba? La bozza della proposta di legge fornita da Alessi prevede la cancellazione non solo di tutte le amministrazioni comunali ma anche dell'Unione dei Comuni, l'accorpamento di personale, beni e servizi e l'affidamento (se il referendum dovesse avere esito positivo) della gestione della fase transitoria a un commissario nominato dalla Regione. A tutela delle particolarità dei diversi territori e per favorire la partecipazione e il decentramento sarebbe prevista la nascita di municipalità (gestite da rappresentanti eletti dai cittadini tra cui un prosindaco). L'intero percorso verrebbe poi sostenuto finanziariamente con risorse speciali disponibili per i primi 10 anni. V.L.

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