Il Tirreno

«Toremar, è a rischio la continuità»

«Toremar, è a rischio la continuità»

Peria preoccupato dopo il voto sul decreto Tirrenia

3 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. «La scelta del Governo è un chiaro messaggio di Berlusconi agli elbani: siete sull'orlo del baratro e con me farete un passo in avanti». Non usa mezzi termini il sindaco di Portoferraio, Roberto Peria, per commentare il no della Camera e del Governo agli emendamenti con i quali - nell'ambito del decreto Tirrenia - si chiedevano garanzie sui conti della Toremar. Nel corso della seduta di ieri la maggioranza ha detto no alla richiesta di assicurare la restituzione, alla compagnia regionale, dei 9 milioni e 700mila euro prestati a Tirrenia e ora "congelati" come tutti i debiti della società per la quale è stato dichiarato lo stato di insolvenza. Così Toremar va verso la privatizzazione proponendosi ai potenziali acquirenti con 8 milioni di euro di patrimonio e oltre 9 di debiti.

Il rischio, stavolta più che reale, è che non se la compri nessuno «e che vengano meno - spiega Peria - le garanzie messe alla base del percorso di privatizzazione sia sul miglioramento della qualità dei servizi, sia sul mantenimento dei livelli occupazionali». Uno scenario rispetto al quale «non è più rinviabile - continua Peria - un confronto istituzionale con i Comuni, la Provincia e la Regione. Sarebbe gravissimo abbandonare gli elbani al proprio destino in una fase delicata non solo per il trasporto navale ma anche per quello aereo se, come si ipotizza, anche la gara per la continuità territoriale aerea non andrà a buon fine». I guai finanziari di Toremar rischiano poi di avere inevitabili ripercussioni sulla questione caro traghetti, al centro della manifestazione organizzata mercoledì a Portoferraio. Per mettere in campo una strategia mirata a contenere i costi, come spiega Peria, bisogna che la gara di Toremar non fallisca. «Le strategie che possiamo ipotizzare - aggiunge il sindaco - sono sostanzialmente due, nel rispetto delle norme sulla libera concorrenza.

La prima ipotesi consiste nello stimare con precisione il valore della continuità territoriale, cioè quanto cosa garantire servizi essenziali che sarebbero in perdita e per questo godono del contributo statale e regionale. Garantite quelle risorse nulla vieta che Toremar possa attivare politiche di prezzo concorrenziali. Ma c'è anche una seconda ipotesi. Partiamo da una domanda: è possibile che a livello nazionale un mercato libero possa essere regolamentato? Non si tratta di fissare delle tariffe ma di stabilire delle regole che prevedono trattamenti simili per situazioni simili. Oggi questo non avviene: tratte simili a quelle elbane costano molto di meno e questo distorce la libera concorrenza sui territori che vivono di turismo, avvantaggiati o penalizzati dai costi applicati dalle compagnie. Credo che in questo senso sia possibile lavorare a una proposta di legge vincolante, se non per le compagnie private, quanto meno per quelle che godono di un contributo pubblico».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web