Il Tirreno

Dopo il verbale gli saranno addebitate anche tutte le spese della macchina dei soccorsi

Scalò la scogliera, ora arriva la multa

Due immagini dei soccorsi di Capitaneria e vigili del fuoco al turista inglese che ha tentato l’arrampicata sul dirupo di Forte Stella
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Due immagini dei soccorsi di Capitaneria e vigili del fuoco al turista inglese che ha tentato l’arrampicata sul dirupo di Forte Stella

Conto salato per il turista salvato da pompieri e capitaneria a Forte Stella

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 PORTOFERRAIO. Prima la multa e poi, con ogni probabilità, l'addebito dei costi per le operazioni di soccorso. La bravata del turista inglese di 29 anni che, alcuni giorni fa, ha tentato di scalare il dirupo di Forte Stella, potrebbe costargli molto più di uno spavento. Perché nei suoi confronti la Capitaneria ha redatto un verbale (il cui importo non è ancora noto) per la violazione di un'ordinanza della guardia costiera sui tratti di costa pericolosi. Un divieto, datato ma sempre valido, che farà passare all'intraprendente turista la voglia di arrampicarsi di nuovo.  Ian Freni Stuart, questo il nome del giovane, dovrà pagare una multa per non aver ottemperato alle norme che vietano di arrampicarsi su alcuni tratti di costa dell'isola ritenuti pericolosi. «Non si è trovato lì per caso - spiega il comandante della Capitaneria, Antonio Catino - ma ci è salito volontariamente e dovrà rispondere della violazione alla quale, accertata la sua responsabilità nell'accaduto, seguirà l'addebito anche dei costi per l'intervento di soccorso». Operazioni di salvataggio che hanno chiamato in causa due mezzi della Capitaneria, una squadra specializzata dei vigili del fuoco, un'ambulanza del Santissimo Sacramento oltre che un gommone della Cosimo dei Medici. Circa 18 persone che hanno messo a repentaglio la propria vita per salvarne un'altra.  Un caso simile si era già verificato a Cavoli appena pochi giorni prima: ancora una volta un turista straniero, di nazionalità ungherese, ancora una volta una sfida contro la gravità per fare bella figura con gli amici. Arrampicandosi sulla scogliera della punta di Cavoli l'improvvisato scalatore era rimasto a mezz'aria, paralizzato dalla paura. Più difficile, in questo frangente, sanzionare il turista che si è messo in pericolo da solo ma non ha violato alcuna norma. In altre parole non ci sono appigli per dimostrare che la sua avventatezza o imperizia, anche in questo caso costosa in termini di uomini e mezzi in campo per il soccorso, costituisca contemporaneamente un reato. Quello che succede, del resto, quando si mette in moto la macchina dei soccorsi per un disperso in mare o per qualcuno che ha smarrito la strada in montagna. Scendono in campo mezzi navali o da terra, unità cinofile, squadre di ricerca che operano ben oltre gli orari di servizio e spesso provengono da fuori Elba, elicotteri. Tra carburante, straordinari, pasti e pernottamenti la cifra per un soccorso varia da qualche centinaia di euro a diverse migliaia a seconda della gravità dei casi. Chi paga? Naturalmente il contribuente, tutti noi. V.L.

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