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Sempre meno parti e il punto nascite è a rischio chiusura

L’ospedale di Villamarina
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L’ospedale di Villamarina

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PIOMBINO. Meno cento. Sono i parti che mancano a Villamarina per raggiungere quota 500. Che rappresenta la soglia minima indicata dalle direttive regionali per il mantenimento dei punti nascita. A riportare l'attenzione sulla nursery dell'ospedale piombinese sono state le dichiarazioni e le smentite che si sono rincorse in questi ultimi giorni. Tutto rafforzato dalle tesi che si vanno affermando su fronti diversi dopo i casi di cronaca che hanno avuto per cornice i reparti maternità di varie città. Secondo queste tesi, le strutture più grandi esprimono maggiori garanzie di sicurezza. «Meno reparti maternità ma migliori». Concordano su questo, e lo hanno detto pubblicamente, sia il ministro Fazio, sia Ignazio Marino, il parlamentare Pd alla guida della Commissione d'inchiesta sul servizio sanitario nazionale.  «La chiusura del punto nascita di Piombino non è nelle previsioni di questo assessorato», sostiene oggi l'assessore regionale al diritto alla salute, Daniela Scaramuccia, secondo la quale «vale comunque la pena di ripetere che decisioni di questo rilievo trovano di norma riferimento nella programmazione aziendale e di area vasta, coinvolgono e prevedono più livelli e passaggi istituzionali e sono sempre e comunque dettate dalle esigenze di tutela e salvaguardia della salute della partoriente e del nascituro».  Poco più di una settimana fa, dalle pagine di un quotidiano regionale, l'assessore aveva inserito una battuta proprio su Piombino, commentando l'elenco degli ospedali in cui si doveva affrontare la questione. E aveva definendo Villamarina «una realtà da ripensare».  Immediata la reazione della Lega Nord che con il consigliere Gianluca Lazzeri, rappresentante della commissione Sanità della Toscana, aveva subito preannunciato il voto negativo al Piano regionale in caso di conferma dei tagli.  Da Livorno, anche l'Asl prova a tranquillizzare. Sostiene di non avere segnali preoccupanti nè ufficiali nè ufficiosi sul futuro del punto nascita.  «E' vero, c'è stato un calo fisiologico dei parti legato alla scomparsa del dottor Tony Andres Innocenti. Un medico dalle grandi doti professionali e umane che aveva un grande numero di pazienti», aggiunge l'Asl.  Un elemento che potrebbe rassicurare definitivamente sarebbe rappresentato dalla volontà di investire per accrescere la capacità della risposta. Su questo, al momento, l'Asl non risponde.  Il dato dei 401 parti del 2009 è il peggiore degli ultimi anni durante i quali si era registrato un progressivo incremento. Forse, a riequilibrare i conti basterebbe il rallentamento della capacità di attrazione esercitata da ospedali vicini. Sembra pesare, comunque, la difficoltà di garantire una continuità assistenziale più individuale, possibile solo con un team di medici meno precario e ad elevato turnover.

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