Il Tirreno

Da Rimigliano a Baratti rivendica le scelte urbanistiche. «Ora più attenzione alle fabbriche e al lavoro atipico»

Tortolini lascia la segreteria del Pd

Giorgio Pasquinucci

«Abbiamo costruito un partito plurale e più radicato sul territorio»

3 MINUTI DI LETTURA





 PIOMBINO. Matteo Tortolini lascia la segreteria della Federazione del Pd per dedicarsi a tempo pieno ai sui nuovi impegni di consigliere regionale. Venerdì scorso la direzione all'unanimità ha deciso di candidare alla sua successione Valerio Fabiani, attuale coordinatore della segreteria.  A giorni parte la stagione dei congressi, chiamati a rinnovare, entro la fine d'ottobre, tutti i livelli di direzione del partito, dai circoli, ai comitati comunali per finire con la direzione e la segreteria della Federazione. Saranno preceduti da una ventina di assemblee precongressuali. Ai congressi si voterà il segretario ed una lista chiusa per la direzione, ma basterà raccogliere l'1% di firme degli iscritti per presentare liste diverse in appoggio al segretario indicato o ad un altro candidato.  Tortolini lascia dopo quasi cinque anni di direzione, prima dei Ds, poi del Pd, che oggi conta su 3200 iscritti. «Lascio qualcosa di visibilmente diverso, un partito più plurale e con un maggior radicamento nel territorio, rispetto alle forze politiche di origine. Sono stati anni in cui il partito è stato chiamato molto spesso a votare e c'è sicuramente un bisogno di recupero della discussione politica più di quanto siamo riusciti a fare».  Un partito, dunque, intento a costruire se stesso prima di tutto dal punto di vista organizzativo. E su questo Tortolini esprime anche qualche rammarico. «Abbiamo bisogno ricostruire una sezione delle fabbriche - sostiene - per affrontare meglio le trasformazioni che stiamo vivendo. E dobbiamo guardare di più anche al mondo del lavoro atipico, a quello delle partite Iva. Mi è dispiaciuto poi che, durante il processo di costruzione del Pd, si siano disperse alcune intelligenze che avrebbero potuto dare un contributo alla sua costruzione e alla elaborazione delle idee».  Nel partito che vede davanti a sé Tortolini «la leadership è importante, ma c'è soprattutto bisogno di un ancoraggio culturale e di un radicamento nei punti profondi del Paese».  Sul piano locale il segretario uscente rivendica soprattutto il contributo del partito alla stagione della programmazione territoriale. «A ottobre - ricorda - partirà il piano per Rimigliano, ridimensionato rispetto all'impostazione iniziale che prevedeva l'albergone, mentre San Vincenzo sta allineando la sua pianificazione e quella del resto della Val di Cornia».  Non manca neppure di sfiorare l'argomento di Baratti. «L'impostazione del piano è buona - sostiene - ma si possono inserire ulteriori elementi di qualificazione. Per rafforzare l'identità del luogo si possono anche inserire modifiche aprendo un confronto con le voci limpidamente critiche». Una distinzione, perché «il civismo va affrontato senza spocchia - il riferimento è ai comitati - ma anche con un chiaro respiro politico. Spesso infatti in queste esperienze si nasconde una cultura antindustriale e antiproduttiva. Sono d'accordo sul recupero della vocazione manifatturiera della Toscana, che non può diventare una Gardaland o una stesa di seconde case. C'è però il rischio di un'involuzione culturale da parte di molti ambienti pronti ad opporsi a processi di sviluppo anche quando sono corretti e legati alla produzione».  C'è interesse nel Pd intorno alla possibilità dell'acquisto della Lucchini da parte di Beltrame. Tuttavia Tortolini conferma la necessità di proseguire spediti sulla strada della diversificazione, per essere meno dipendenti dell'industria. Per questo esprime soddisfazione per l'accordo sulle infrastrutture, i primi due lotti della 398 e la Fiorentina-Ghiaccioni».  Ma guarda anche alla "Due mari" e ai collegamenti ferroviari ad alta velocità tra la costa e l'interno della Toscana come prospettive di nuovo sviluppo per la Val di Cornia.  Le cose ancora da fare? L'Unione dei Comuni in Val di Cornia ed il Comune unico all'Elba. E proprio sull'isola Tortolini sostiene che occorre fare di più: maggiore integrazione tra i comuni e con il continente. E parte fondamentale sono i collegamenti. «Il bando di vendita della Toremar dovrà contenere garanzie sul servizio pubblico, a cominciare dai costi e dagli orari dei collegamenti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa