Sicurezza
Alta l’adesione alla manifestazione nata sul web e oggi sostenuta da partiti e associazioni
Sindaci in piazza contro il caro nave
Valentina Landucci
Prezzi, orari e continuità territoriale al centro della protesta
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PORTOFERRAIO. Anche i sindaci in piazza contro il caro traghetti. Non tutti hanno confermato la propria adesione alla manifestazione per dire no a prezzi elevati sulle navi che collegano l'Elba al continente. Ma la rappresentanza degli enti locali sarà folta. Ci saranno Andrea Ciumei di Marciana Marina, Danilo Alessi di Rio Elba, Anna Bulgaresi di Marciana, Roberto Peria di Portoferraio e i rappresentanti di Campo nell'Elba. L'appuntamento è per le 17 di oggi, nel piazzale del Residence di fronte al porto. Poi in corteo fino al Comune e di seguito verso la sede della Provincia. Un evento popolare, nato sul web attraverso un gruppo del social network Facebook, sostenuto da cittadini e operatori turistici e cresciuto giorno dopo giorno fino a contare - oggi - l'adesione di partiti, associazioni di categoria e come detto amministratori. Caro traghetti. Il tema numero uno è, naturalmente, quello dei costi consideranti da chi opera nel settore turismo, la principale e per molti aspetti l'unica economia dell'isola, una delle cause della crisi del settore. Nella migliore delle ipotesi un viaggio all'Elba per una famiglia di 4 persone in alta stagione costa circa 200 euro tra andata e ritorno, con punte (a seconda dei giorni e degli orari di partenza) che superano i 350 euro. Prezzi mediamente più alti del 30% rispetto alle altre tratte di collegamento con le isole minori in Italia. Colpa di un mercato - come spesso denunciato da politici e operatori turistici - con poca concorrenza. Da un lato la Toremar, società pubblica (ancora per poco) che gode di sovvenzioni statali ma non attiva politiche commerciali concorrenziali. Dall'altro due compagnie private. La storica Moby che tendenzialmente applica le tariffe più alte sulla tratta ma, al contempo, offre servizi low cost e promozioni. E la nuova arrivata Blu Navy che può contare solo su tre o quattro coppie di corse giornaliere e quindi, anche se applica prezzi più bassi del 5% circa rispetto alla Toremar, solo parzialmente è in grado di incidere sul mercato in termini concorrenziali. Accanto al problema prezzi per i turisti ci sono poi le esigenze dei residenti che usufruiscono di tariffe agevolate (circa 6 euro andata e ritorno per un passeggero a piedi, poco più di 30 - in media - per l'auto al seguito) ma temono, con la privatizzazione di Toremar, un peggioramento delle condizioni economiche alle quali è consentito loro di viaggiare. Condizioni agevolate anche se non sempre alla portata di tutti. La domanda è: saranno garantite anche dal privato? Non solo prezzi. Ma sarebbe un errore credere che la mobilitazione in programma oggi si leghi solo ai costi dei biglietti. Sono anche altre le cose che non vanno sui traghetti: orari male organizzati con corse (tra compagnie tra loro in concorrenza) troppo vicine le une alle altre e, di contro, fasce orarie (come quella che va dalle 19 alle 21 circa) senza collegamenti, cioè senza che ci siano possibilità di lasciare o raggiungere l'Elba per chi ci vive o ci viene in vacanza. E ancora la mancanza di corse in notturna per cui, per un elbano che arriva in porto a Piombino dopo le 22, è impossibile fare rientro a casa. Il comitato promotore, poi, mette in campo un altro tema: all'Elba, contrariamente a quanto avviene sulle altre isole minori, mancano i collegamenti aerei. Niente voli per la continuità dalla Pila verso il continente. Le adesioni. L'iniziativa di oggi ha riscosso già il sostegno di associazione albergatori, Confcommercio e Faita. Della necessità di «tariffe eque e sostenibili» parla anche Confindustria che condivide i motivi della protesta. Tra i partiti arriva l'adesione della Lega ma anche il sostegno del Pd che sposa la battaglia ma precisa: non si tratta solo di un problema di prezzi ma di continuità territoriale.
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