Sicurezza
«Ci sono in giro gruppi fuori controllo»
Il disagio dei giovani di fronte a bande di coetanei ed extracomunitari
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PIOMBINO. I "Gabberini", da almeno quattro anni, preoccupano i ragazzi. Però lo scarso senso di sicurezza - durante il passeggio in corso Italia (nella foto), soprattutto in certe ore - viene pure dalla presenza "non proprio nelle regole" di molti extracomunitari. Ciro, 18 anni, istituto tecnico: «Non siamo mai tranquilli - dice - Quando sono arrivato in città, 10 anni fa, da Torre del Greco la situazione era molto diversa. Uscivano senza problemi anche i miei genitori. Oggi tanti stranieri, africani, la sera bevono troppo e la convivenza diventa difficile». Interviene Arianna, scuola professionale, 16 anni, vive in centro: «No, non sono tranquilla, non esco mai da sola... Molti dei problemi coi coetanei? - spiega - Sono legati alla scarsa educazione. I professori, a scuola, ormai si disinteressano di quanto ci succede e spesso purtroppo i genitori fanno altrettanto. Quindi alcuni si sentono in diritto di comportarsi come vogliono». Francesca, con Sara, 15 anni turistico a Cecina: «In giro, ma sempre in gruppo - affermano - con tutti questi nostri amici, perché gli extracomunitari ti prendono di mira... e poi se hai problemi coi "Gabberini"...». Ma cosa fanno questi "Gabberini"? «Bhè - risponde Francesco, 18 anni tecnico commerciale - magari ce ne sono due e col telefono si chiamano a raccolta. In poco tempo diventano venti e anche più, ragazzi e ragazze. Sicuramente non sono solo di Piombino ma anche di Venturina o San Vincenzo. Il problema non è quando sei solo o magari con altri amici, che puoi cercare di difenderti: è quando ci sono le ragazze». «Più di una volta negli ultimi quattro anni - racconta Sandro, 16 anni, professionale a Cecina - mi hanno perseguitato, non so neppure perché questa cosa è cominciata. Fino ad arrivare alle botte al Luna park...». Gabriele, 17 anni, impegnato già sulle ambulanze: «Li conosco e mi lasciano in pace - specifica - Mi spiace che si sia verificata una situazione grave come quella di piazza Bovio». «Intanto - fa eco Gianluca, 18 anni, ancora istituto tecnico - bisognerebbe che la legge procedesse più velocemente. Anche questo è uno dei motivi perché non ci sentiamo tranquilli: quelli che commettono reati, anche se sono da anni maggiorenni, non vengono puniti e restano in giro». (c.c.)
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