Il Tirreno

Cala la produzione, operai a casa

Luca Centini
Cala la produzione, operai a casa

2 MINUTI DI LETTURA





Ordinativi in calo a ottobre, in Magona torna la cassa integrazione. Le anticipazioni emerse la scorsa settimana in seguito alla visita di Jean Luc Maurange, presidente di Arcelor Mittal Sud-Europa, sono state confermate nell'incontro che si è tenuto tra i sindacati e l'azienda. La riduzione sensibile dei volumi produttivi dello stabilimento rispetto a quelli previsti comporterà un nuovo utilizzo degli ammortizzatori sociali, a cui l'azienda aveva rinunciato fin dall'agosto dello scorso anno.

Nella prossima riunione tra Rsu e azienda, in programma nella giornata di domani, saranno messe a fuoco le modalità di gestione e organizzazione del lavoro per il prossimo mese. Il ricorso alla cassa integrazione, come confermato dai sindacati, è ormai dato per certo. Resta da capire come il periodo di calo produttivo si rifletterà sui singoli reparti e, soprattutto, quanti saranno i lavoratori che usufruiranno della cig. «Fino alla riunione di domani non sapremo niente di preciso - spiega Claudio Valacchi (Fiom) - quello che possiamo dare per certo è che il periodo di cassa integrazione sarà gestito con rotazioni eque tra i lavoratori». Dall'incontro tenuto tra azienda e sindacati non sono emerse notizie confortanti. Lo stabilimento marcerà con un ritmo produttivo ridotto, calibrato in base alla contrazione degli ordini. Ciò comporterà a ottobre una riduzione della turnistica nel reparto di decapaggio e del tandem, che potrebbe passare da 12 a 10 turni settimanali, e della verniciatura (da 21 a 15 turni). Il calo produttivo interesserà anche i reparti di zincatura, per i quali, in base agli ordinativi, si aprirebbe l'ipotesi di uno stop di 1-2 settimane per la Zincatura 5. «La situazione è precipitata nelle ultime settimane per il calo degli ordini - spiega Maurizio Cantagalli (Fim) - lo stabilimento continuerà ad andare, dovremo gestire il periodo di cig con la necessaria flessibilità, cosicché non siano solo alcuni lavoratori a pagare lo stop. Ottobre sarà un mese nero, poi quello che succederà nei prossimi mesi non possiamo saperlo». Intanto sindacati e azienda hanno stretto un accordo importante per il destino dei 14 interinali in forza allo stabilimento, che rischiano di essere esclusi dal ciclo produttivo. Sei di loro saranno assunti a partire dal 1 ottobre con contratti a tempo determinato, gli altri otto saranno ricollocati dall'azienda in ditte collegate allo stabilimento. «Si tratta di persone che svolgono mansioni importanti nello stabilimento - racconta Claudio Bartolommei (Uilm) - con competenze consolidate come manutentori, meccanici e elettrici. Perdere queste competenze sarebbe un danno. L'azienda ha confermato che sei di loro saranno riassorbiti, gli altri otto ricollocati in attesa che si creino le condizioni idonee per il reintegro».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa