Il Tirreno

Pestaggi, rapine a mano armata e vandalismi fanno aumentare la preoccupazione dei cittadini

Sicurezza, non bastano le telecamere

Cecilia Cecchi
Il call center assalito dai banditi nei giorni scorsi, e il sindaco Anselmi
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Il call center assalito dai banditi nei giorni scorsi, e il sindaco Anselmi

Il sindaco: «Più controlli e promozione della cultura delle legalità»

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 PIOMBINO. Due rapine a mano armata in meno di una settimana, al ristorante di Riotorto e poi al call center in corso Italia. Una giovane coppia vittima di un pestaggio in piazza Bovio, in pieno passeggio serale. Quasi un'escalation di violenza dopo anni e anni di vandalismi a monumenti, "cose" pubbliche e pure private. Numerosi i contatti tra sindaco e forze dell'ordine, «contatti che comunque ci sono da sempre» sottolineano in Comune.  Agli eventi Piombino assiste con preoccupazione. «Ma il quadro va valutato nel suo insieme - spiega il sindaco, Gianni Anselmi - ci troviamo di fronte a una serie di fenomeni di natura articolata, diversa e sarebbe un errore assimilarsi sotto un unico tipo».  «Vandalismi, effrazioni - prosegue Anselmi - sono fatti che danno molto fastidio e non solo per la cosa pubblica. Anche i cittadini che si trovano l'auto danneggiata provano un forte disagio. Allo stesso tempo si ripetono danneggiamenti a parchi, giardini, strutture per l'infanzia e a volte pure le telecamere non servono: i vandali si mettono il passamontagna».  Poi ci sono le aggressioni.  «Altra situazione che va scomposta - ricorda il sindaco di Piombino - perché non tutte hanno la stessa origine. C'è l'ubriaco che attacca briga, ma anche l'aggressione, rarissima, a scopo di rapina. Abbiamo visto l'attacco legato a circostante adolescenziali, negli ultimi giorni. E quest'ultima settimana due rapine a mano armata, un fenomeno ancora diverso dal resto».  «Insomma - dice ancora Anselmi - siamo di fronte a un processo che non va sottovalutato, ma letto per quello che è. Non è aumentata la delinquenza a Piombino, non c'è stato abbassamento dell'ordine pubblico. Ci sono inquietudini che causano eventi, che a catena producono un senso di minore sicurezza. Sono accanto ai ragazzi che hanno subito la recente aggressione - sottolinea - e alle loro famiglie. Purtroppo, in passato, ci siamo già misurati con eventi legati al disagio adolescenziale».  «Però stavolta - specifica il sindaco - ci preoccupa il richiamo che pare esserci nell'ispirazione a valori e a ideologie come il nazismo, senza avere idea di cosa si tratta. Le origini di questo tipo di violenza, sono più di una formazione generale, che manca».  «Ecco perché, nel caso - racconta Anselmi - puntiamo a organizzare iniziative pubbliche legate alla cultura della legalità e di taglio sociale. Per l'ordine pubblico - assicura nel contempo - Comune e forze dell'ordine sono impegnate nel presidio del territorio con le risorse disponibili, tema che riguarda tutti».  «Durante l'ultimo incontro il prefetto ci ha detto che è sua intenzione fare un comitato per la sicurezza a Piombino, perché il tema va affrontato in termini non semplificativi. Insomma non si risolve con l'aggiunta di un'infinità di telecamere, che poi costano 5 mila euro l'una e devono essere controllate, ma neppure sottovalutando la realtà dei fatti».  Tra la gente il timore cresce. «Appunto sono i cittadini - riprende - che non devono scordarsi l'importanza della coesione, del senso civico. Non si può solo invocare la sicurezza e pensare che sia un problema delle forse dell'ordine».  «Bisogna dimostrare di essere attaccati alla propria città anche assumendosi delle responsabilità. Il controllo sociale parte dalla famiglia, passa dalla scuola poi c'è bisogno dell'educazione alle regole che è preventiva rispetto alla ronda. Soprattutto - conclude Anselmi - chi ha più di 18 anni e compie un reato deve essere messo di fronte alle proprie responsabilità altrimenti si può incorrere in degenerazioni e questo non va bene».

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