Finanza
Papi di nuovo a processo per danno erariale
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Il sindaco di Porto Azzurro, Maurizio PapiLo ha deciso in appello la Corte dei Conti: un milione di euro la cifra contestata
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PORTO AZZURRO. Processo da rifare - e stavolta con un pronunciamento nel merito - per il sindaco di Porto Azzurro, Maurizio Papi e il responsabile dell'ufficio ragioneria del Comune Mario Annarella. L'accusa a loro carico, mossa dai magistrati della procura della Corte dei Conti, è quella di danno erariale. Ma in pochi, forse, ricorderanno il motivo per cui dovranno presentarsi ancora una volta alla sbarra. Una storia che comincia più o meno 30 anni fa e "vale" qualcosa come un milione di euro: il presunto danno erariale che Papi e Annarella dovrebbero risarcire al Comune per non avere - nel lontano 1986 - ottemperato all'esecuzione di una sentenza della Corte d'appello di Livorno. Andiamo per ordine. Il caso giudiziario comincia con un esproprio, da parte del Comune, di alcuni terreni di proprietà della società romana Tecnema (inizio anni'80), successivamente destinati ad alloggi per gli agenti di polizia penitenziaria. Tecnema, ritenendo di non essere stata pagata a sufficienza dall'ente per quei terreni, impugna il caso in tribunale, vince e resta in attesa del risarcimento stabilito dal tribunale: 180mila euro. Ma il Comune non paga, anzi sembra dimenticarsi della questione (nemmeno inserita tra le poste di bilancio) che torna a galla del 1998 con una nuova sentenza del tribunale di Livorno che riconosce a Tecnema, tra danno e interessi, il pagamento di 991mila euro da parte del Comune, chiamato ad accollarsi anche le spese legali per un totale di poco superiore al milione di euro. Il debito viene rateizzato e saldato nell'arco di sette mandati amministrativi da parte del Comune. Ma la questione non si chiude qui: all'ex sindaco Luciano Carmignani (in carica dal 1999) la faccenda non quadra e segnala il caso alla Corte dei Conti. Si apre un procedimento per danno erariale che nel 2004 giunge a una prima sentenza: assoluzione per uno degli imputati (l'ex sindaco Gianfranco Pinotti) e prescrizione per Papi e Annarella. Nei confronti della decisione piovono però i ricorsi sia da parte della procura che da parte di sindaco e funzionario. L'esito è stato reso noto pochi giorni fa: il tribunale ha accolto l'appello della procura e dichiarato non prescritte le accuse per Papi e Annarella, rinviando tutti gli atti al giudice di primo grado che, stavolta, dovrà esaminare nel merito l'ipotesi di danno erariale.
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