Attenzione
La storia della città al Castello
Francesca Lenzi
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La professoressa Giovanna Bianchi illustra il progetto Nuovo look con le ceramiche e le teste delle fonti
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PIOMBINO. Raccontare la storia di Piombino. Un percorso lungo tante storie e testimonianze, tenute insieme da un filo logico che ne indichi la strada. Questi gli obiettivi del progetto del nuovo museo del Castello, presentato domenica nella sala conferenze della fortezza. «Sarà un allestimento rinnovato sia nei contenuti che dal punto di vista museografico - afferma l'assessore Ovidio Dell'Omodarme - Lo scopo è di potenziare l'offerta con l'esposizione delle ceramiche di Sant'Antimo, senza dimenticare le teste delle fonti di Marina». Risultato di un lavoro di quasi due anni, il progetto è stato mostrato nella sua forma definitiva ad un numeroso pubblico attraverso da Giovanna Bianchi, docente Università di Siena (responsabile della direzione scientifica) e dell'architetto Giuseppe Bartolini, progettista dell'allestimento. Bianchi ha tracciato una sorta di cronistoria degli interventi dell'Università di Siena a Piombino, a partire dal primo restauro del Castello nel 2001, sino all'emozionante ritrovamento delle ceramiche nel tetto dell'abside della chiesa di Sant'Antimo. 848 forme recuperate, soprattutto di produzione pisana duecentesca. Ciotole, piatti, brocche e vasi di vario genere, alcune magicamente intatte, altre restaurate (395), in funzione del futuro allestimento. Bartolini, con il supporto delle immagini, ha illustrato nei dettagli il progetto, realizzato con la collaborazione della Sovrintendenza, e cofinanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmi. Il piano terra sarà destinato all'accoglienza del pubblico, a convegni e laboratori. Al primo livello protagoniste saranno le ceramiche. Si potranno ammirare i pezzi ritrovati, restaurati o lasciati nella condizione originaria, e imparare qualcosa sulla loro realizzazione e sul contesto storico. Il secondo piano conterrà tutta la storia piombinese, dal Medioevo alla città moderna, con un'attenzione anche al grande Leonardo, per finire nella terrazza, nella Piombino contemporanea. Lo spazio, ora dedicato alle conferenze, ospiterà le teste originali delle fonti di Marina, restaurate e pronte per essere nuovamente osservate e apprezzate. Il tutto sarà legato anche visivamente, attraverso un nastro rosso, che unirà logicamente i tanti elementi. Inoltre sarà fondamentale nel nuovo museo l'inserimento degli apparati multimediali. Schermi, proiezioni, punti informativi, in armonia ai reperti e al contesto storico, guideranno il pubblico in un suggestivo e coinvolgente viaggio. Ma quanto tempo servirà per passare dal virtuale alla reale? A sbilanciarsi in una previsione è l'assessore Dell'Omodarme: «Si potrebbero cominciare i lavori nel 2011, per arrivare all'inaugurazione nel corso del 2012».
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