Il Tirreno

Attesa una visita in fabbrica dell’amministratore delegato dell’azienda siderurgica vicentina

Lucchini, pronta l'offerta di Beltrame

Giorgio Pasquinucci
Lo stabilimento Lucchini visto dal mare
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Lo stabilimento Lucchini visto dal mare

In corso una verifica sullo stato patrimoniale e finanziario della società

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 PIOMBINO. I rumors sul nuovo interessamento del Gruppo Beltrame all'acquisto della Lucchini stanno diventando sempre più concreti. Sarebbe addirittura già in corso una "due diligence" (un'investigazione preliminare sullo stato dell'azienda) e, in questi giorni, è attesa una visita dell'ad, Antonio Beltrame, allo stabilimento.  Tuttavia non desiste nemmeno il Fondo d'investimenti americano Apollo, i cui rappresentanti avrebbero già fatto visita alla sede bresciana della Lucchini.  La Beltrame, nata a Vicenza nel 1896, è attualmente un'azienda leader in Europa per i laminati mercantili. I suoi impianti, costituiti da tre acciaierie elettriche e da undici laminatoi, localizzati in otto stabilimenti in Italia, Francia, Lussemburgo e Belgio, sono in grado di produrre 3 milioni di tonnellate di acciaio all'anno.  La crescita del Gruppo è costellata da una serie di acquisizioni. Negli anni Ottanta quella degli stabilimenti di Marghera e di San Giorgio a Nogaro. Del 1994 è invece l'acquisizione del pacchetto di controllo della Lme (Laminés marchands européens), operazione che inserito la Beltrame nel contesto del mercato europeo.  Attualmente la Beltrame ha 2.684 dipendenti. Nel 2009 la crisi ha notevolmente ridotto i volumi di vendita, e il Gruppo ha dovuto mettere in bilancio un risultato operativo netto in rosso di 87 milioni di euro, contro quello positivo di 55 milioni realizzato nel 2008.  Tra gli addetti ai lavori si fanno già le prime congetture. L'interesse della famiglia Beltrame per lo stabilimento di Piombino sarebbe dovuta ad un eccesso di capacità di laminazione rispetto a quella diretta di produzione d'acciaio. Dunque l'intenzione di acquisire al patrimonio industriale un altoforno, che poterebbe ben saturare le esigenze di acciaio per i laminatoi della società vicentina.  La produzione della Beltrame è tutta indirizzata alla produzione di lunghi mercantili, una tipologia di laminazione che potrebbe risultare in concorrenza con quella del treno medio piccolo della Lucchini di Piombino. Ci sarebbe invece disponibilità ad investire sull'altoforno e, a lunga scadenza, anche su nuovi treni di laminazione.  Nei giorni scorsi il sindaco Gianni Anselmi ha già espresso la sua opinione, non nascondendo la sua preferenza per il Gruppo italiano: «Ci pare - aveva dichiarato - che risponda alle caratteristiche in grado di conferire potenzialità interessanti allo stabilimento».  L'altro possibile acquirente del Gruppo Lucchini, il Fondo internazionale di "private equity" Apollo, ha invece dalla sua una solidità consistente, con oltre 50 miliardi di investimento in ogni angolo del mondo e ogni settore di attività: dall'industria chimica a quella dell'alluminio, dalle assicurazioni fino al turismo. Le perplessità, se ci possono essere, sono rappresentate dalla durata dell'investimento che potrebbe essere garantita da un Fondo, che ovviamente, si muove su logiche più finanziarie che industriali.  A decidere sarà in ogni caso Alexey Mordashov, ancora alle prese col braccio di ferro con le banche per la rimodulazione del debito di 770 milioni maturato. Una trattativa il cui esito potrebbe incidere in modo determinante nel processo di cessione della Lucchini.

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