Sicurezza
SANITA
L'Elba vuole quel che ha il resto della provincia
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L'incontro sulla sanità dello scorso 21 settembre rappresenta un traguardo importante. Il presidente della Conferenza dei sindaci, che di fatto ha aperto la "vertenza Elba" sul tema della sanità, ha ribadito a chiare lettere che la sanità elbana non vuole essere di serie B. Nel documento prodotto dalla Conferenza, in cui si fanno richieste concrete all'azienda e all'assessore regionale, risulta evidente che ciò di cui abbiamo bisogno non è nient'altro che ciò di cui già godono gli abitanti del resto della provincia. Purtroppo l'apparato è sembrato già chiudersi a riccio. L'assessore Scaramuccia ci dice che «va pensato e sperimentato un sistema sanitario isolano», il direttore generale dell'Asl parla di «sperimentazioni». Un atteggiamento del rinvio, teorizzando percorsi che niente hanno a che vedere con le nostre necessità. Il sindaco Peria, ovviamente, fa l'eco, spingendosi addirittura oltre: propone di trasformare l'Elba in un laboratorio, dove si sperimenti un progetto-pilota per un nuovo modello di sanità insulare. Appare chiaro che l'apparato tenta di fare velo sulle inefficienze. E l'intervento del responsabile di zona non fa che rafforzare le nostre convinzioni: dopo aver letto il suo proclama si potrebbe pensare che il dibattito sulla sanità elbana non era necessario visto che, secondo il dottor Scelza, va tutto bene. Noi elbani ribadiamo che non c'è bisogno di progettare e inventarsi niente; è sufficiente che l'Azienda assicuri la realizzazione di ciò che la conferenza dei sindaci ha richiesto nel documento. Roberto Marini (Presidente Udc della provincia)
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