Il Tirreno

Il Buraccio verso la chiusura

L’inpianto del Buraccio, oggi utilizzato per il conferimento della differenziata
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L’inpianto del Buraccio, oggi utilizzato per il conferimento della differenziata

A rischio l'intero sistema della differenziata

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 PORTO AZZURRO. Un primo confronto c'è stato. Ma l'esito è tutt'altro che positivo. Se non si daranno garanzie al Comune di Porto Azzurro sul pagamento delle royalties per l'impianto del Buraccio entro il 30 settembre il servizio di raccolta differenziata all'Elba potrebbe bruscamente interrompersi. Una brutta figura e un danno economico e ambientale per l'isola che certo, in questi anni, non ha brillato per eccellenza né nella riduzione della produzione di rifiuti né tanto meno per le percentuali di differenziata.  La doccia fredda arriva direttamente dal Comune di Porto Azzurro. Il sindaco, Maurizio Papi, non ha alcuna intenzione di autorizzare una proroga dell'utilizzo dell'impianto del Buraccio da parte degli altri enti locali isolani. E siccome dall'incontro di giovedì scorso a Portoferraio non sono arrivate le attese garanzie la prospettiva è che dal primo di ottobre l'impianto chiuda.  Il braccio di ferro era cominciato lo scorso agosto ed è frutto anche di una serie di novità normative in termini di gestione dei centri di raccolta rifiuti. A quanto pare occorre l'ok dell'amministrazione sul cui territorio si trova l'impianto perché possa essere utilizzato anche da altri Comuni. E Papi ha sopportato fin troppo che da Marciana a Rio Elba arrivassero camion di rifiuti senza che la comunità longonese potesse essere risarcita (circa 120mila euro l'anno) per il disturbo. Al problema delle royalties si affianca poi il contenzioso di natura economica tra il Comune e Esa, l'azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti e che vanta un credito nei confronti di Porto Azzurro di circa 2 milioni di euro. Come uscire dall'impasse e evitare il blocco della differenziata? I Comuni elbani hanno quattro giorni di tempo per trovare una soluzione. O il primo di ottobre troveranno i cancelli del Buraccio chiusi. Una situazione che, secondo il sindaco di Portoferraio, Roberto Peria, potrebbe configurarsi come interruzione di pubblico servizio «poco giustificabile - spiega Peria - per motivazioni di carattere economico. Il confronto di giovedì scorso con Papi è servito a fare chiarezza su alcuni punti della questione rifiuti. Se ci sono problemi con Esa lo invito a renderli pubblici e li affronteremo insieme. Su una cosa io e Papi siamo d'accordo: le vicende legate al Buraccio e a Daneco hanno creato danni incredibili all'Elba. Dovremmo essere solidali e invece si assiste a uno spezzatino. Siamo pronti a rivolgerci, insieme, ai nostri legali per valutare il da farsi».

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