Il Tirreno

CITTA' FUTURA

Sergio Concu   (Porto Azzurro)

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CITTA' FUTURA Un mucchio di soldi da spendere meglio   Sono molti i progetti di pianificazione strategica adottati per lo sviluppo di economie parallele a quella dell'industria pesante, ma spesso di lungo periodo e poco adeguati.  Città Futura ne è un esempio rappresentativo, saranno necessari venti milioni di euro di risorse locali in aggiunta ad altrettanti della Regione per costruire il parco museo del ferro e dell'acciaio, la strada di collegamento Cotone-via Medaglie d'oro, il parco della musica e della danza, un centro culturale e relativi parcheggi.  La questione è: serve oggi a Piombino spendere venti milioni di euro dei piombinesi senza muovere nulla per il rilancio economico della città?  Città futura va ripensata in toto, venti milioni alienati dei piombinesi devono essere spesi per il futuro dei giovani. Per essere concreto cito alcune necessità impellenti.  Per la costa urbana bisogna pensare a rendere fruibili anche le spiagge non previste dalla strumentazione urbanistica, e realizzare velocemente la viabilità per Spiaggia Lunga. E' necessario trovare le risorse per realizzare il canile municipale e il tiro a segno nazionale, che concorrono entrambi alla riqualificazione di Macelli e Tolla.  Al fine di incentivare la filiera del pescato è vitale la realizzazione del mercato ittico, senza attendere le bonifiche della "Chiusa"con la costruzione dei porti turistici e, infine, la realizzazione dell'intero impianto fognante dell'ambito di Baratti-Populonia, per il quale, suppongo, non esistano finanziamenti. Ma che ne facciamo di Città Futura? Il ripristino della collina e una bella pineta, un cuscinetto verde fra la fabbrica e la città, perché Piombino ha bisogno anche di alberi. Riccardo Gelichi (Piombino) PREPOTENZE Parcheggi per disabili, un diritto spesso violato  In via Antonio da Piombino c'è un parcheggio riservato per disabili, posizionato in modo strategico rispetto alla farmacia ed ai due studi medici. Abito in quella zona ed ho spesso utilizzato il suddetto posteggio anche per il mio babbo, finché l'ho avuto con me: adesso se n'è andato, ma l'esperienza vissuta per lui mi ha insegnato quale grande rispetto si debba portare ai posteggi per disabili, che invece sono normalmente utilizzati da "sani" pigri. Per questo, anche ora, cerco di pretendere - in assenza dei vigili - il rispetto del parcheggio destinato ai portatori di handicap.  Stamani però m'è capitata una vicenda incredibile: in macchina passo davanti al suddetto parcheggio per disabili mentre ci sta parcheggiando sopra una grossa moto che lo occupa per intero. Scende il proprietario e gli dico: «Non vede che è un parcheggio disabili?», la risposta è classica: «Faccio presto, vado a segnare il nome dal dottore e la tolgo». Anche la mia risposta è classica: «Cinque minuti sono importanti per un disabile che arriva e non può parcheggiare dove invece gli è stato riservato un posto». Normalmente il "sano" colto in flagranza di reato si scusa e la sposta, ma quello di stamattina invece mi domanda: «Ma lei non c'ha niente di meglio da fare che rompere i c...?». Rimango attonita ma provo a insistere: «Chiedo solo il rispetto di un diritto». E qui arriva il paradosso, perché il signore mi dice: «Lo so bene, come si fa con i parcheggi per disabili, perché io li faccio, ha capito?», e ciò detto se ne entra nello studio medico. Ma in che mani siamo, se oltre al danno della disabilità bisogna subire anche l'affronto della beffa?  Chi sia il signore e se sia autorizzato a rilasciare permessi per disabili non m'è dato sapere. A me non resta che sfruttare questo spazio per ricordare a tutti che, sui parcheggi per disabili, ci devono parcheggiare solo loro: non è un privilegio, è un diritto. Annalisa Coli (Piombino) TURISMO Strade elbane da terzo mondo  All'Elba vengono migliaia di turisti ogni anno, molti dei quali con le moto e molti altri che amano fare delle escursioni con le bici. Il problema è lo stato del manto stradale di quasi tutte le provinciali. Sono prive di segnaletica orizzontale, ma soprattutto sono devastate da buche piu o meno grandi, che mettono in pericolo chi le percorre. Provate a immaginare un turista che deve spostarsi di notte sulle nostre strade con curve continue senza avere il riferimento della striscia di mezzeria. Abbiamo strade da terzo mondo, una vergogna per un'isola che vive di turismo.

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