Proteste
Stop alla cassa integrazione
◗
Gli impianti della Lucchini La Lucchini riassorbirà 25 lavoratori con contratto a termine
2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Niente proroga della cassa integrazione per la Lucchini, reintegro di circa 25 lavoratori assunti con contratti a termine. Sono questi i due punti cardine dell'accordo tra sindacati e azienda, già pronto e nei prossimi giorni in fase di discussione. La notizia è stata data ieri dai segretari di Fim, Fiom e Uilm, nel corso del consiglio di fabbrica Lucchini. L'opportunità di rinunciare alla cig era stata fatta presente dai sindacati, che sembrano aver riscosso la disponibilità dell'azienda. Lo stop alla cig, che scadrà il prossimo 30 ottobre, permetterà di recuperare i lavoratori, circa 25, che hanno avuto contratti di pochi mesi con l'azienda per la presenza di picchi di lavoro. Gli addetti reimmessi sarebbero impiegati per far fronte all'aumento degli ordinativi per il treno rotaie, che i sindacati auspicano già da ottobre. Non ricorrendo alla cassa integrazione il personale in eccesso nei reparti sarà impiegato in addestramento professionale e formazione. I dettagli dell'accordo saranno discussi tra i delegati Rsu e l'azienda. Ma a preoccupare i sindacati è soprattutto la situazione della Magona. Ieri mattina si è svolto il consiglio di fabbrica, al termine del quale le segreterie di Fim, Fiom e Uilm hanno messo a punto una lettera inviata alle istituzioni. «Siamo preoccupati per lo stabilimento - si legge - siamo di fronte non solo a una crisi di mercato, ma a un vero disimpegno del gruppo nei confronti delle produzioni italiane e, di conseguenza, a una rinuncia a investire nel sito di Piombino». (l.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
