Sicurezza
Rapina a mano armata al call center
Luca Centini
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Serrande abbassate al call center e Leslie Osaratin Banditi irrompono in un negozio di corso Italia e fuggono con 10mila euro
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PIOMBINO. Due uomini a volto scoperto, con ogni probabilità stranieri. Uno di loro aveva in mano una pistola che non ha esitato a puntare contro la titolare del call center, costretta a consegnare i contanti tenuti nella cassa. Un colpo da 10mila euro. E' la dinamica della rapina a mano armata, avvenuta in pieno giorno - erano circa le 14 di ieri - e per di più in pieno centro, ovvero nel call center in corso Italia, autorizzato per i servizi "money transfert". A quell'ora il movimento nella zona è scarso. Poca gente, la maggior parte delle serrande abbassate. Leslie Osaratin, senegalese di 35 anni che da circa 6 anni gestisce il call center con il marito Felix, era sola dentro il locale. Una situazione ritenuta allettante dai due malviventi che, con fare risoluto, hanno varcato la soglia del call center, minacciando la senegalese con la pistola e costringendola a consegnare i contanti. Giusto il tempo di incassare il bottino da 10mila euro e i due uomini, probabilmente originari dell'Est Europa, hanno lasciato il negozio dileguandosi per le vie del centro. Sul posto sono intervenuti, con tre mezzi, i carabinieri e un'ambulanza del 118, che ha accompagnato Leslie al pronto soccorso. La donna non ha riportato ferite, ma era sotto choc per quanto accaduto. Alle 15,30 ha lasciato l'ospedale ancora sconvolta e piangente. I carabinieri l'hanno aiutata salire in macchina e l'hanno accompagnata in caserma, per ascoltare la sua testimonianza. Secondo quanto si apprende Leslie non conosceva le persone che hanno fatto irruzione nel call center e, nel trambusto del momento, non sarebbe stata in grado di capire in che modo i due rapinatori si siano dati alla fuga. E, vista l'ora e il poco movimento in quella zona del corso, pare che nessuno abbia visto i due allontanarsi dal negozio. I residenti e i negozianti della zona si sono accorti di quanto accaduto solo al momento dell'arrivo delle forze dell'ordine. I carabinieri hanno avviato le indagini per risalire agli autori del colpo, attivando le ricerche e predisponendo una serie di posti di blocco in città che, tuttavia, non hanno dato esito positivo. E' presumibile che i due banditi sapessero bene cosa avrebbero trovato nel piccolo negozio del corso. Il call center gestito dai due coniugi senegalesi non si limita ai servizi di telefonia ma, attraverso Western Union e compagnie simili, gestisce i trasferimenti di denaro all'estero. Ogni settimana decine di extracomunitari inviano soldi nei propri paesi di origine e, soprattutto nel weekend, la quantità di contante che gira dal call center situato in corso Italia può essere significativa. Quella di ieri è la seconda rapina avvenuta nel giro di pochi giorni sul territorio. Sabato scorso un uomo con il volto coperto era entrato nel ristorante La Botteghina, a Riotorto, ferendo con due colpi di pistola Giuseppe Franchi, il titolare del locale. Ieri la replica, per fortuna senza ferimenti, nel tratto finale di corso Italia. «Questa zona non è più tranquilla - ha raccontato una commerciante a poche ore dalla rapina - soprattutto di sera abbiamo paura. Qualche controllo in più delle forze dell'ordine non guasterebbe».
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