Sicurezza
Indagine per naufragio colposo
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Sopra il comandante Catino, accanto due immagini dei soccorsi al peschereccio naufragato L'equipaggio è salvo ma l'armatore dovrà accollarsi i costi dell'incidente
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MARCIANA MARINA. Indagati per naufragio colposo i pescatori che ieri mattina all'alba, a bordo del Nuova Marea, si sono schiantati contro gli scogli poco dopo Punta del Nasuto. Nei loro confronti anche un'indagine amministrativa e - cosa forse più preoccupante per la sopravvivenza di una piccola impresa ittica - l'onere di affrontare le conseguenze economiche del naufragio. Fortunatamente nessuno dei 10 uomini, italiani e stranieri, imbarcati sul peschereccio si è fatto male. Il tremendo schianto, ieri poco dopo le 4 di mattina, avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori per loro se l'imbarcazione fosse andata più velocemente e se, nonostante la paura, gli uomini - subito soccorsi della guardia costiera - non si fossero svegliati e messi in salvo, sulla prua dell'imbarcazione. Ma è altrettanto vero che ora il peschereccio, un 28 metri della marineria portoferraiese, è in pessime condizioni. Lo scafo squarciato da diverse falle causate dall'urto contro gli scogli e la parete rocciosa che scende a picco sul mare. La sala macchine e tutta la poppa dell'imbarcazione invase dall'acqua. Insomma decine di migliaia di euro di danni. A cui si aggiungono le conseguenze dello sversamento in mare di carburante, in gran parte - circa 5mila litri di gasolio - ma non del tutto contenuto dai mezzi messi in campo dalla guardia costiera, coordinati dal comandante Antonio Catino. Un danno ambientale denunciato, poche ore dopo l'incidente, da Legambiente Arcipelago che sottolinea come la zona del naufragio, a ridosso del Parco e in piena area Zps sia tra le più belle e delicate dell'isola. «Ringraziamo la Capitaneria e gli uomini che stanno tentando di limitare i danni - afferma l'associazione ambientalista - ma non possiamo non rilevare amaramente che l'Elba e le magnifiche coste e i fondali del Parco nazionale, che lo Stato italiano dovrebbe difendere ad ogni costo, probabilmente pagheranno ancora una volta la mancanza di mezzi navali di disinquinamento, pesantemente tagliati dal governo e che, fino al 2008, presidiavano l'Arcipelago». Uno dei mezzi anti inquinamento di Castalia, il Jerzy, è intervenuto sul luogo dell'incidente nel corso della mattinata e le operazioni di contenimento dello sversamento e pulizia del mare proseguiranno nella giornata di oggi. «Manca solo una cassa di gasolio da mettere in sicurezza - spiega il comandante Catino - al momento non è stato possibile raggiungerla perché praticamente sommersa e impossibile da recuperare senza rischiare la fuoriuscita di carburante. Domani (oggi, ndr) con l'ausilio di palloni solleveremo la poppa in modo da risolvere anche quest'ultimo problema». E sempre oggi sarà possibile recuperare il peschereccio con l'ausilio di un grosso pontone fatto arrivare da Livorno. Per l'armatore del Nuovo Marea si tratta di una corsa contro il tempo visto che le previsioni meteo per le prossime ore non sono buone. ALTRO SERVIZIO A PAGINA 7
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