Il Tirreno

Al centro della complessa vicenda alcune aree della zona a mare inserite da tempo nel parco pubblico

Il Comune cerca un accordo per Rimigliano

Paolo Federighi
Il Comune cerca un accordo per Rimigliano

Offerti 500mila euro per risolvere un contenzioso ventennale con gli ex proprietari

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SAN VINCENZO. Contenzioso ultraventennale. Il 19 agosto scorso Sandro e Riccardo Michahelles e Amelia Pietrini hanno chiesto al capo dello stato la condanna del Comune ed un risarcimento danni di circa 1 milione per non aver provveduto alla riconsegna dei beni occupati e per il risarcimento dei danni (878.720,54 per illegittima occupazione e 74.800,15 come perdita della proprietà). E' per questo che la giunta ha approvato un accordo bonario per l'acquisizione delle aree a mare di Rimigliano. Tutto era iniziato negli anni '80, quando il Comune, con l'obiettivo di tutelare il patrimonio ambientale, operò per acquisire la fascia costiera a sud del centro abitato, costituente il parco di Rimigliano a mare. Nel '99 la giunta affidò alla Parchi Val di Cornia il compito di realizzare e gestire i servizi per la valorizzazione di Rimigliano a mare, prevedendo l'acquisizione di aree ed immobili. Si dette il via alle procedure di sistemazione ed adeguamento del parco costiero di Rimigliano, che prevedeva, appunto, l'acquisizione delle aree necessarie. Nel 2004 fu approvato un accordo di transazione fra il Comune e i Della Gherardesca, con il quale il Comune acquisì buona parte della fascia a mare. Nel 2006 fu approvato il progetto di valorizzazione, con la realizzazione di attrezzature e servizi. Il progetto prevedeva l'acquisizione di aree di proprietà privata, e in particolare delle particelle 2, 75, 76, 77, 78, 79, 81, 104 e 105. E' proprio su tali particelle che esiste il lungo contenzioso tra Comune e proprietà, costituita appunto da Sandro e Riccardo Michaelles e da Amelia Pietrini Michaelles. La proprietà citò in giudizio il Comune nel '96, chiedendo il risarcimento del danno per «l'illegittima occupazione - si legge nel documento - mai seguita da restituzione di un vasto appezzamento di terreno di 89mila510 mq». Nel 2006, il tribunale di Livorno stabilì che vi fu riconsegna dei beni, e riconobbe alla proprietà un risarcimento di 994 euro. La proprietà presentò ricorso alla Corte di Appello di Firenze, chiedendo al giudice di «accertare - si legge - che il Comune di San Vincenzo non ha mai provveduto alla riconsegna dei beni occupati» e di condannare il Comune al risarcimento di 953mila520 euro complessivi per illegittima occupazione e per perdita della proprietà. La proprietà aveva presentato un primo ricorso straordinario al capo dello stato nel 2000, chiedendo l'annullamento della deliberazione di giunta del '99. Ad oggi, non vi è stato ancora alcun pronunciamento sulla questione. Il 19 agosto scorso, come ricordato, la proprietà ha presentato un secondo ricorso straordinario al capo dello stato chiedendo l'annullamento della delibera di Giunta del 2006, e chiedendo inoltre di accertare l'occupazione illegittima dal '99, il risarcimento del danno più ulteriore risarcimento per il ritardato pagamento. Il Comune offrirà 500mila euro per chiudere il contenzioso con l'acquisizione delle aree. La proprietà sembra aver accettato un accordo bonario. Con ciò, il Comune vuole eliminare il rischio di condanna giudiziaria e vuole favorire «l'attuazione dell'interesse pubblico - si spiega - attraverso l'acquisizione al patrimonio delle ulteriori aree (94mila mq) e quindi l'acquisizione pressoché totale delle aree costituenti il parco di Rimigliano a mare». Al contempo, tuttavia, il Comune ha deciso di "soprassedere" per il momento all'acquisizione delle particelle 76, 79, 81, 104,105 per "valutare meglio la situazione".

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