Il Tirreno

Il canile e le sue storie Sguardi e gesti qui diventano parole

Francesca Lenzi
Il canile e le sue storie Sguardi e gesti qui diventano parole

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PIOMBINO. "Il cane possiede la bellezza senza la vanità, la forza senza l'insolenza, il coraggio senza la ferocia. E tutte le virtù dell'uomo senza i suoi vizi", scriveva Lord Byron. Nella prima area recintata, quella confinante con lo spazio destinato alla colonia felina, sono Chiara, Azzurra e Desy a dare il benvenuto, insieme a Pedro, Tango, o un altro maschio che, a rotazione, viene lasciato uscire. Per richiamare l'attenzione dei volontari del canile occorrono un bel po' di voce e di pazienza, perché spesso il saluto chiassoso degli ospiti arriva a coprire ogni altro suono. E il baccano inizia improvvisamente a perdere l'impronta assordante, per diventare un vocalizzo, manifestazione di un linguaggio sconosciuto.  Il canile è un luogo strano e affascinante. Un posto dove le parole perdono di significato, lasciando ogni comunicazione allo sguardo e al gesto, e si impara a sentire, senza aver nulla da ascoltare.  Il canile municipale di Piombino, nella zona ex macelli, nasce nel 1992, subito dopo l'entrata in vigore della legge 281/91 riguardo la gestione di tali strutture. Legge che impedisce di fatto la pratica della soppressione.  Prima di questo procedimento, infatti, i cani randagi venivano ammazzati dopo tre giorni dalla cattura. Dopo un mese nel caso di razze usate per la caccia.  Vero è che Piombino si è sempre distinta in fatto di rispetto per gli animali. Risale alla metà degli anni 60 un regolamento che consentiva l'adozione dei cani senza padrone, e proibiva la consegna degli stessi per la sperimentazione. Un decreto che fa riflettere ancor di più alla luce della recente direttiva Ue in ambito di test sugli animali, che tanto sta facendo discutere.  Teo scodinzola, pronto a infilare il muso tra le gambe, in cerca di carezze. Denis osserva prudente, mentre Belfagor, tra una corsa e l'altra, si avvicina dolcemente alla mano. Giacomo sorride. Proprio così. Davanti a uno sguardo, muove freneticamente la coda, abbassa la testa e alza gli occhi vivaci, sollevando i contorni della bocca in uno splendido sorriso.  Attualmente sono 52 gli ospiti del canile, un terzo dei quali appartenenti a proprietari in disagio che hanno chiesto al Comune di poter affidare il proprio animale alla struttura. Pita, Diana, Aldo Giovanni e Giacomo, Rocco e Zack, sono solo alcuni casi del genere.  «Di cani che entrano ce ne sono anche due o tre al giorno - spiega Maria Cristina Biagini, presidente Enpa Piombino e responsabile del canile - Ma fortunatamente spesso sono di proprietà e presto tornano a casa». Per tutti gli altri si spera in un nuovo padrone. Nel 2009 le adozioni sono state una decina, sia cuccioli che animali adulti. Poppy, Jerry, e negli ultimi giorni, Black, hanno trovato una famiglia.  Quali sono i passi da fare per regalarsi un adorabile amico a quattro zampe?  «Essere sicuri della scelta - afferma Biagini - Quindi fare domanda presso il servizio politiche ambientali del Comune in piazza Appiani, che avvierà un'istruttoria, per decidere la fattibilità o meno dell'adozione».

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