Spazi al commercio e Apriamo Baratti ai turisti
Prima l'ipotesi di limitare il traffico a Baratti, poi quella di chiudere la strada della Principessa. Alessandro Fulcheris, consigliere comunale del Pdl, non ci sta e si sfoga.
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PIOMBINO. Prima l'ipotesi di limitare il traffico a Baratti, poi quella di chiudere la strada della Principessa. Alessandro Fulcheris, consigliere comunale del Pdl, non ci sta e si sfoga. «A questo punto - dice provocatoriamente - propongo anche di chiudere la strada del porto». Un'estremizzazione, certo, dietro la quale ci sta però una visione precisa delle scelte che la città dovrebbe fare per sviluppare il turismo.
«Piombino non è Versailles - sostiene Fulcheris - La città si chiude invece di dare sfogo al libero commercio dove ci sono le bellezze del territorio». «La chiusura al traffico della strada di Baratti non è un'improvvisazione come si dice. Ne parlava già negli anni Novanta l'allora assessore alle attività produttive Carlo Olmo. Già nella riunione d'insediamento, nel mio intervento sostenni che Baratti era l'esempio di come si mandano via i turisti. Il sindaco Anselmi allora replicò che troppe persone che calpestano l'arenile lo distruggono». Anche Fulcheris è dunque contrario alla chiusura, ma su posizioni che sembrano assai diverse dal gruppo "Giù le mani da Baratti" nato su Facebook.
Per il consigliere del Pdl, infatti, deve essere ancora più sfruttata turisticamente: «Occorrono nuovi parcheggi, anche gratuiti, e l'illuminazione stradale. I camperisti che tornano la sera a piedi verso le Caldanelle più volte hanno rischiato di essere investiti». Eppoi Fulcheris lancia anche la proposta di «recuperare tutte le volumetrie possibili, anche edifici diroccati, per realizzare interventi da mettere a disposizione di attività produttive». Si dice anche d'accordo sulla concessione di un tratto di spiaggia al villaggio di Poggio all'Agnello e chiede nuovi servizi igienici, da realizzare nella zona degli ormeggi. Insomma, la filosofia di Fulcheris è questa: «Il turismo si fa o non si fa».
«Piombino non è Versailles - sostiene Fulcheris - La città si chiude invece di dare sfogo al libero commercio dove ci sono le bellezze del territorio». «La chiusura al traffico della strada di Baratti non è un'improvvisazione come si dice. Ne parlava già negli anni Novanta l'allora assessore alle attività produttive Carlo Olmo. Già nella riunione d'insediamento, nel mio intervento sostenni che Baratti era l'esempio di come si mandano via i turisti. Il sindaco Anselmi allora replicò che troppe persone che calpestano l'arenile lo distruggono». Anche Fulcheris è dunque contrario alla chiusura, ma su posizioni che sembrano assai diverse dal gruppo "Giù le mani da Baratti" nato su Facebook.
Per il consigliere del Pdl, infatti, deve essere ancora più sfruttata turisticamente: «Occorrono nuovi parcheggi, anche gratuiti, e l'illuminazione stradale. I camperisti che tornano la sera a piedi verso le Caldanelle più volte hanno rischiato di essere investiti». Eppoi Fulcheris lancia anche la proposta di «recuperare tutte le volumetrie possibili, anche edifici diroccati, per realizzare interventi da mettere a disposizione di attività produttive». Si dice anche d'accordo sulla concessione di un tratto di spiaggia al villaggio di Poggio all'Agnello e chiede nuovi servizi igienici, da realizzare nella zona degli ormeggi. Insomma, la filosofia di Fulcheris è questa: «Il turismo si fa o non si fa».
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