Sicurezza
Scontro sulla sanità Nessun accordo tra Asl e Comuni
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Lassemblea degli otto Comuni elbani convocata al De Laugier 3 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. Un'apertura nei confronti del territorio per progettare con i sindaci «un modello di sviluppo della sanità per i prossimi anni», per usare le parole dell'assessore regionale Daniela Scaramuccia. Ma al momento nessuna risposta concreta sulle criticità contenute nel documento unitario dei primi cittadini approvato dalla conferenza dei sindaci e illustrato in occasione del consiglio comunale aperto sulla sanità al De Laugier. Non si sa quando si rimetteranno in moto gli interventi di cataratta. Come saranno alleggerite le liste d'attesa. Come venire incontro ai cittadini elbani che, per mancanza di servizi specialistici sull'isola, sono costretti ad emigrare per le prestazioni mediche in altre strutture ospedaliere. Una visita dall'urologo o dall'otorino a un piombinese costa giusto l'attesa del proprio turno e pochi euro per raggiungere l'ospedale dalla propria abitazione. A un elbano almeno 40 euro - se si sposta in auto - e un'intera giornata di lavoro perché almeno tre ore servono per gli spostamenti. Anche a questo pensano gli elbani quando si parla di sanità. Ma per ora si dovranno accontentare di un rinvio. Le posizioni di Asl e Comuni restano distanti e lo ha dimostrato il faccia a faccia istituzionale convocato prima dell'assemblea pubblica al De Laugier: toni accesi e nessuna possibilità di andare a sottoscrivere un accordo preliminare sul da farsi. Cosa vogliono i sindaci. Accordo che avrebbe dovuto tener conto delle richieste del territorio, annunciate dal presidente della conferenza dei sindaci Vanno Segnini, sul potenziamento delle prestazioni mediche di base, sul risarcimento, almeno in parte, degli elbani per le "trasferte della salute", sull'aumento dei posti letto nella Rsa, sulla dotazione di un servizio di emergenza urgenza in grado di affrontare le situazioni critiche soprattutto di notte quando i traghetti non ci sono e l'elicottero può atterrare - tempo permettendo - solo a Campo, sulla dotazione di personale a sufficienza per la copertura dei servizi per evitare che in un reparto delicato come medicina - come rimarcato dai rappresentanti dei sindacati e del Tribunale del malato - ci sia un solo infermiere. Tra le richieste l'abbattimento delle liste di attesa (oltre 200 giorni per alcuni esami della cardiologia), l'attivazione di servizi come l'ospedale di continuità e l'hospice, il decentramento delle commissioni patenti che ancora una volta costringono gli elbani a veri e propri viaggi in continente. Insomma una riorganizzazione sia dell'ospedale che della sanità sul territorio. Asl e Regione. In realtà la riorganizzazione in qualche modo è già cominciata: la nuova dialisi e gli accorpamenti dei reparti in ospedale ne sono un esempio. Non interventi fatti «per tagliare le risorse - spiega Monica Calami, direttore generale dell'Asl - ma per superare una visione vecchia della sanità». Trasformazioni sulle quali, forse, è mancata la giusta comunicazione o l'adeguato confronto. Ecco perché l'assessore regionale intende, nel più breve tempo possibile, tornare a convocare i Comuni e studiare insieme un nuovo modello di sanità all'Elba, suggerito anche dal sindaco, Roberto Peria.
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