Il Tirreno

Spari vicino alle case, residenti e turisti contro le doppiette elbane

Spari vicino alle case, residenti e turisti contro le doppiette elbane

Apre la stagione venatoria ed è subito polemica per le battute di caccia a ridosso dei centri abitati

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PORTOFERRAIO. Spari sotto le finestre di casa. A Lido di Capoliveri e a Ortano. E stavolta a puntare il mirino, è proprio il caso di dire, contro i cacciatori, non sono gli ambientalisti ma i residenti e i turisti di alcune località elbane. Sarà perché la bella stagione continua a favorire la presenza di vacanzieri all'Elba, sarà - ma la questione è tutta da verificare - perché non tutti gli amanti della caccia rispettano le regole sulle distanze dalle abitazioni. Di sicuro le doppiette elbane in questo avvio di stagione venatoria hanno più nemici che amici. E il problema sono proprio le battute di caccia a ridosso delle abitazioni. Un caso di cui si fa portavoce Legmabiente. «Sia ad Ortano - afferma l'associazione alla quale si sono rivolti alcuni cittadini - che a Lido di Capoliveri diverse persone si sono trovate a discutere, a volte anche molto animatamente con cacciatori che sparavano a 50 metri, o anche meno, dalle loro abitazioni o che circolavano armati vicino alle case, mentre la distanza prevista dalla legge è di 150 metri». Un comportamento relativo - come precisa Legambiente - a una minoranza di cacciatori che non a certo contribuito a mettere in buona luce la categoria già protagonista - come riposta l'associazione - di un brutto segnale prima dell'apertura della stagione venatoria. Il riferimento è a un reportage, apparso su un periodico di caccia, in cui si parla dell'Elba, del fatto che non sia più un paradiso per gli amanti della caccia. Un po' per colpa del Parco che, con le catture programmate, un po' per colpa dei turisti. Il reportage non nega le difficoltà dei cacciatori che, durante le battute, si trovano a frequentare le stesse zone e gli stessi sentieri di escursionisti e ciclisti. «Insomma i cacciatori - osserva Legambiente - si lamentano del fatto che c'è troppo turismo, che la gente voglia continuare a vivere come prima anche quando inizia la caccia, mentre invece dovrebbero evidentemente essere sospese tutte le attività appena inizia la stagione venatoria». Un atteggiamento, secondo Legmabiente, che certo non giova all'immagine della categoria agli occhi di quei cittadini che vorrebbero solo vivere in tranquillità.

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