Il dolore
Oggi latteso faccia a faccia con lAsl e la Regione nel consiglio comunale aperto ai cittadini
Più di tre mesi per un'ecografia
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Lospedale di Portoferraio Ecco perché i sindaci bocciano il sistema sanitario dell'isola
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PORTOFERRAIO. Poco personale al pronto soccorso, scarsi investimenti - come risulta dai numeri - sulle problematiche della popolazione anziana, finanziamenti assegnati a progetti che sono sempre gli stessi ma i cui risultati restano un mistero. I sindaci dell'Elba non intendono mandarle a dire al direttore generale dell'Asl, Monica Calamai, e all'assessore regionale alla sanità, Daniela Scaramuccia, nell'incontro in programma oggi sulle problematiche dell'ospedale dell'isola. Un doppio confronto. Prima con i sindaci (in mattinata) poi con i consiglieri comunali elbani e l'intera cittadinanza (l'ingresso è aperto a tutti) in occasione del consiglio comunale aperto sulla sanità alle 15 al centro culturale De Laugier di Portoferraio. Ci saranno politici e amministratori, non mancheranno i rappresentanti del Comitato Elba sanità e i rappresentanti sindacali dei lavoratori. Perché l'isola è stanca di veder rinviate le soluzioni a problemi ormai decennali che riguardano un tema così centrale come la salute. Non a caso i primi cittadini arriveranno all'incontro ben preparati. La conferenza dei sindaci ha stilato e approvato un documento che esamina i punti critici del sistema sanità all'Elba e chiede interventi mirati. I punti critici. Anzitutto i sindaci definiscono «insufficiente» il livello di servizi erogati sia in ospedale che sul territorio. Colpa - spiegano i primi cittadini - dell'insularità e della mancanza, ad esempio, di collegamenti navali durante la notte che mette a repentaglio la stessa salute dei cittadini. Che fare se l'elicottero del 118 non può prendere il volo e c'è un'emergenza durante la notte? Per questo il documento definisce indispensabile il potenziamento dei servizi di emergenza e urgenza: medici a bordo delle ambulanze, personale adeguato al pronto soccorso continuamente sotto organico. Dando uno sguardo ai dati statistici, poi, risulta che all'Elba l'offerta dei servizi per la non autosufficienza è ben al di sotto della media in continente: 53 euro (contro i 113 in media per l'intera Asl) la spesa pro capite per le prestazioni in Rsa, basso il rapporto (la metà di quello medio sul territorio provinciale) tra popolazione enumero di posti letto disponibili per gli anziani non autosufficienti. Stesso ragionamento valido per i pazienti in cura nel servizio di salute mentale. C'è poi la nota dolente delle visite specialistiche con tempi di attesa biblici. Come riferiscono i sindaci 124 giorni per una visita oculistica, 200 per un ecocolordoppler, 95 per un holter, 131 giorni per una ecografia alla mammella, 147 per una visita dall'endocrinologo. Se poi gli elbani sono costretti a "migrare" per le visite mediche le spese ricadono sulle spalle delle famiglie. E questo avviene anche quando le prestazioni - vedi gli interventi di cataratta fermi da marzo - si potrebbero ottenere sull'isola ma non è possibile perché i macchinari sono rotti. Le proposte. Pochi esempi, quelli citati dai primi cittadini, per far capire che occorre un'inversione di tendenza. Su questo fronte le proposte che arrivano dal territorio sono chiare: aumentare i posti disponibili in rsa, attivare l'ospedale di comunità e l'hospice, potenziare l'assistenza domiciliare, avvicinare i professionisti ai cittadini (anziché costringerli ad emigrare per le prestazioni richieste) e soprattutto far sì che il personale sanitario sia incentivato a lavorare all'Elba condizione indispensabile per far funzionare il sistema sanitario.
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