La manifestazione
Rifiuti, Papi dà l'ultima proroga
Altri dieci giorni all'Esa, poi chiuderà il Buraccio
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PORTO AZZURRO. Altri dieci giorni di tempo. Ultima e decisiva proroga concessa dalla giunta del comune di Porto Azzurro nel cui territorio ricade il centro della raccolta e trattamento della differenziata del Buraccio concessa alla Provincia per dirimere la controversia che lo vede debitore rispetto agli altri comuni dell'Isola. «Non ci saranno altri rinvii», il commento caustico del sindaco Maurizio Papi. Una decisione dovrà essere assunta dalla Provincia in primo luogo cui sono demandati i servizi relativi alla raccolta della differenziata sull'intero territorio e dalle altre municipalità elbane. «Di parole se ne sono spese anche tante - aggiunge ancora il primo cittadino di Porto Azzurro - Ora è giunto il momento di passare ai fatti». Tutta la vicenda si dipana attorno al nodo ancora da sciogliere e che è rappresentato dalla "royalty", il pagamento di circa 120 mila euro l'anno che i comuni si erano impegnati a loro volta a versare nelle casse portoazzurrine e che finora non è stato onorato. «Abbiamo anche aspettato troppo - continua Papi - Ora bisogna che ci si decida sul futuro della differenziata all'Elba». Un primo campanello era stato fatto suonare dalla giunta nel pieno della stagione turistica; in quesl caso si trattò di una prima presa di posizione abbastanza decisa perché il sinbdaco aveva deciso di chiudere la "fabbrica" del Buraccio. Decisione che fu rinviato alla fine del mese di agosto appunto per consentire all'Elba di far vivere tranquillamente il periodo vacanziero senza la spada di Damocle sulla testa rappresentata dall'emergenza rifiuti. «Ora di mesi ne sono passati quasi due - conclude Papi - Urge un chiarimento».
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