Il Tirreno

SCUOLA

A fianco degli insegnanti precari contro i tagli

Sergio Giorgi   (assessore Piombino)

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 "I precari non li incontro, sono militanti politici". Quest'esempio di democrazia è una perla, una delle tante, del ministro Gelmini. Decine di migliaia di questi "militanti politici" saranno buttati fuori dalla scuola grazie alla riforma. Secondo Gelmini i precari sono troppi e non possono essere assorbiti tutti. Certo, quando si tagliano i fondi alla scuola pubblica è proprio così.  Ma il ministro sa bene che nessuno ha chiesto l'assunzione immediata e permanente di tutti i precari. Affermando quello, bara. I dati dei sindacati sono chiari: dal 2008 hanno perso il posto 67.000 insegnanti. È chiaro che il sistema dell'istruzione pubblica in Italia così non regge, ma il governo con la sua politica di tagli sta affrontando il problema nel modo peggiore.  Si sta, peraltro, massacrando la scuola pubblica a tutto vantaggio di quella privata. L'istruzione è un pilastro del sistema sociale di qualsiasi paese moderno, ma in Italia sembra che questo concetto non sia valido.  Il corpo docente è stato mortificato, quando invece andava valorizzato ed incentivato. È a queste persone che affidiamo l'istruzione dei nostri giovani, sono loro a formare la futura classe dirigente del paese. E invece che succede? Tagli drastici e favori alle scuole private. Chiacchierare con i precari in questi giorni di protesta è utile e dà la dimensione di quanto siano motivati e quanto tengano a questo lavoro. Siamo vicini agli insegnanti che protestano e siamo pronti ad accogliere suggerimenti utili.

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di Redazione web