Il Tirreno

Inaugurato il nuovo reparto in grado di rispondere anche alle esigenze dei turisti

La dialisi c'è ma il personale manca

Valentina Landucci
Sopra Monica Calamai, direttore generale dell’Asl, accanto il nuovo reparto di dialisi
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Sopra Monica Calamai, direttore generale dell’Asl, accanto il nuovo reparto di dialisi

Calamai: difficile trovare medici e infermieri che vogliono lavorare all'Elba

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 PORTOFERRAIO. Taglio del nastro per il nuovo reparto di dialisi all'interno dell'ospedale di Portoferraio. Ma anche un'occasione per fare il punto della situazione con il direttore generale dell'Asl, Monica Calamai, sulle questioni aperte che riguardano la sanità. Dalla mancanza di personale disponibile a lavorare all'Elba, alla sospensione del servizio di fisioterapia a Marciana Marina, passando dai progetti per il pronto soccorso e il distretto sanitario di Portoferraio.  Dialisi. L'incremento dei posti letto (oggi 14), che va di pari passo con il miglioramento degli standard di qualità (ogni postazione è dotata di monitor e maggiori confort per i pazienti), consentirà il trattamento di circa 48 utenti a settimana. Il reparto inaugurato ieri mattina non solo permetterà di rispondere meglio alle esigenze della popolazione residente ma anche a quelle dei turisti. Nel 2009 sono stati 40 i pazienti elbani seguiti dal servizio, 45 nel 2010 (aggiornati al 15 settembre) per oltre 6 mila 800 sedute emodialiche. Nell'arco dei due anni, invece, sono stati 65 i pazienti non residenti che hanno usufruiti del servizio. «Abbiamo dato risposte - spiega Giuseppe Pratesi, responsabile della dialisi elbana - al 45% circa delle richieste dei turisti. Con il nuovo reparto riusciremo a incrementare le prestazioni fino al 70% delle richieste». Insomma un servizio che, incrementando le prestazioni, aiuta anche l'economia turistica locale.  «Stiamo assistendo - spiega Calamai - a un costante aumento dei pazienti dializzati e si rende necessario intervenire sul fronte della prevenzione per allontanare il più possibile il momento in cui i pazienti sono costretti a sottoposti a trattamenti di dialisi. Per far ciò occorre una stretta collaborazione tra specialisti e medici di medicina generale».  I lavori. L'ultimazione degli interventi sulla dialisi non è che un tassello della complessiva riorganizzazione sia degli spazi che delle funzioni dell'Asl all'Elba. Già messo a punto l'accorpamento della chirurgia e quello dell'area materno-infantile. Iniziative che sono costate all'Asl non poche critiche «ma che non rientrano - spiega Monica Calamai - in una politica di tagli. Qui si tratta di riorganizzare e investire in modo corretto le risorse».  Gli spazi lasciati liberi dalla dialisi saranno destinati a altre funzioni. Da studiare, anzitutto, il potenziamento e la nuova collocazione del pronto soccorso. E da portare a termine i lavori - tutt'ora in corso - per la piattaforma dell'elisoccorso sul tetto dell'ospedale. Altra nota dolente la funzionalità del centro prelievi per la quale è indispensabile trovare una nuova sistemazione. Stesso discorso per il servizio, recentemente inaugurato, di preospedalizzazione «che riteniamo necessario - spiega Calamai - collocare in una sede più idonea e accessibile».  Servizi territoriali. Ancora da capire, invece, che fine farà il distretto di Portoferraio. Come conferma il responsabile dell'Asl elbana, Massimo Scelza, il Comune ha fatto la sua parte cedendo all'azienda sanitaria l'area degli ex Macelli. Ma difficilmente gli elbani vedranno mai la realizzazione di un vero distretto in quell'area. «Ad oggi non c'è un finanziamento - spiega Scelza - e stiamo valutando come rivedere il progetto». L'azienda sembra orientata semmai alla realizzazione di ambulatori nell'ambito della "Casa della salute". Sempre sul fronte dei servizi territoriali è lo stesso Scelza a rassicurare i sindaci del versante occidentale che lamentano la sospensione, da sette mesi, del servizio di fisioterapia: presto sarà disponibile il personale (a tempo indeterminato) per rispondere alle esigenze dell'utenza.  Il personale. Quello della mancanza di medici e infermieri non è un problema nuovo per l'Elba. Sia d'estate che d'inverno. E Calamai non usa giri di parole. «Abbiamo difficoltà a trovare personale disponibile a lavorare qui» afferma. Colpa della mancanza di una foresteria. «Appartamenti pagati dall'Asl a questo scopo - spiega la direttrice - ci sono già. Non è questo il problema». E allora cosa fare? Riorganizzare e riqualificare, questa la ricetta di Calamai «superando una visione vecchia - conclude - della sanità».

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