Il Tirreno

I pagamenti riguardano il 2008: però a volte le richieste, dopo le verifiche, si rivelano immotivate

Bolli non pagati, raffica di notifiche

M. Massei Autunnali
L’ufficio Aci di Piombino
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L’ufficio Aci di Piombino

Equitalia punta a recuperare in Toscana tre milioni e mezzo

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 PIOMBINO. Avvisi di notifica in arrivo per i morosi del bollo 2008. Attenzione però: soprattutto a non prendersela troppo nel caso dovesse arrivare in cassetta un pagamento non dovuto o una morosità inesistente. «Possibile - spiegano all'ufficio Aci di Piombino - che alcune richieste di pagamento inviate dalla Regione si rivelino inesatte».  «La maggioranza, tuttavia, risultava corretta - ricordano - in certi casi che apparivano "strani" siamo anche riusciti ad arrivare a capo della presunta anomalia e a spiegarla al cliente, anche se talvolta non è stato facile: in genere si tratta di pagamenti che sono stati effettuati, ma in ritardo e che dunque motivano la mora».  Altre volte, aggiungono, si tratta di solleciti che arrivano nei confronti di veicoli venduti a terzi oppure di mezzi per i quali si è verificato un errore nella trascrizione dei numeri delle targhe sui documenti: una volta comprovata l'inesattezza del riferimento, il pagamento viene annullato in automatico. «A questo tuttavia - dicono ancora - bisogna aggiungere che rispetto ad altri anni le cose stanno andando meglio e che le proteste sono diminuite». In tutta la Toscana le notifiche inviate da Equitalia (a cui l'incarico è stato affidato dalla Regione) sono oltre 17mila, per un totale di recupero - auspicato - di 3,5 milioni di euro. Chi riceve una notifica ha a disposizione fino al 30 settembre per rivolgersi agli uffici dell'Aci e chiedere eventuali spiegazioni: la prima cosa da fare, in ogni caso, è una verifica personale da svolgersi direttamente a casa per capire se realmente quel bollo è stato pagato oppure no, rintracciando dunque la vecchia ricevuta (che deve essere, in generale, conservata per quattro anni).  In caso di regolarità della notifica l'utente potrà poi recarsi presso banca o posta o tabaccherie per effettuare il pagamento per mezzo dell'apposito bollettino precompilato. Chi invece dovesse constatare e poi avere conferma da Aci di un avviso ricevuto erroneamente, non dovrà fare altro che inviare a Equitalia l'apposito modulo già contenuto nella lettera pervenuta e debitamente compilato con le correzioni e le spiegazioni necessarie. Non effettuare queste operazioni - sia nell'uno che nell'altro caso - entro il termine consentito può costare non poche noie: le pratiche interessate faranno ritorno alla Regione che di nuovo incaricherà Equitalia di inviare un ulteriore sollecito, che arriva all'utente in genere entro sette o otto mesi. Qualora anche questo messaggio non dovesse sortire l'effetto desiderato, la fase successiva è il fermo amministrativo del veicolo in oggetto: a quel punto l'utente si ritroverà sottomesso a due tassazioni, sia quella originaria, sia quella necessaria allo sblocco del fermo del mezzo che altrimenti «non potrebbe più circolare, né essere, per esempio, venduto».

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