Il Tirreno

Affollata l’assemblea sindacale. I professori cercano un’alleanza con i genitori degli alunni

Scuola, a rischio gite e sostituzioni

Scuola, a rischio gite e sostituzioni

I docenti sottoscrivono un documento unitario: stop alle ore aggiuntive

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 PORTOFERRAIO. Niente più ore di straordinario, incarichi aggiuntivi o sostituzioni di colleghi in permesso. Niente più ore aggiuntive, per usare un termine tecnico. Quelle che nel mondo della scuola, grazie alla buona volontà di docenti e collaboratori scolastici, fanno sì che tutto funzioni anche quando il personale non c'è.  Questa la decisione unitaria dell'assemblea di docenti e personale Ata di ieri mattina a Portoferraio, alla presenza dei rappresentanti sindacali di Cgil e Unicobas insieme alla Rete dei precari della scuola, convinti che «sia arrivato il momento - affermano gli insegnanti - di far capire cosa non funziona nel mondo della scuola. Fino ad oggi i problemi sono stati risolti grazie alla nostra buona volontà e il risultato è che stiamo assistendo al più grande licenziamento di massa della storia d'Italia».  All'assemblea hanno partecipato circa 200 tra insegnanti e personale non docente. Rappresentanti di tante scuole elbane, dalle materne alle elementari alle medie, fino ai docenti degli istituti superiori. Un'adesione alta, forse anche al di sopra delle aspettative dei rappresentanti sindacali, costata il rinvio a questa mattina della prima campanella per numerosi istituti elbani (soprattutto a Marciana Marina, Rio Elba, Porto Azzurro e Portoferraio).  In collegamento telematico con l'assemblea provinciale, organizzata dai sindacati a Livorno, i docenti hanno discusso delle problematiche elbane: precariato e mancanza di insegnanti di sostegno e bidelli.  «I disagi saranno tantissimi - spiegano gli insegnanti - soprattutto per gli studenti con disabilità: sono state assegnate cattedre di 18 ore su 4 alunni. Ma come si può aiutare un ragazzo disabile con appena un'ora di sostegno alla settimana. E come faranno gli altri docenti ad occuparsi di lui e del resto della classe durante le normali ore di lezione?». Tagli netti «che non saranno gli unici - spiega la rappresentante sindacale Maria Grazia Mazzei - perché la riduzione del personale andrà avanti». Una dinamica che si lega ala "decimazione", come è stata definita in assemblea, del personale non docente, in pratica i bidelli. Marciana Marina è uno dei casi più significativi: otto collaboratori scolastici su 7 plessi che hanno il tempo pieno. Ma il personale non docente che si occupa della pulizia ma, soprattutto della sorveglianza, non potrà coprire l'orario previsto dalle scuole «e questo si tradurrà - spiegano gli insegnanti - in una riduzione dell'orario scolastico con ulteriori possibili tagli anche al personale docente». Un percorso già cominciato con la riforma della scuola del ministro Gelmini «che nelle primarie - spiegano i rappresentanti sindacali - comporta un posto di lavoro in meno per ciascuna classe prima visto che da 30 si passa a 27 ore di lezione settimanali».  Inevitabile, dunque, manifestare il proprio dissenso anche attraverso il rifiuto degli insegnanti ad accollarsi orari aggiuntivi nei quali rientrano le gite scolastiche. Ma anche un maggiore coinvolgimento delle famiglie «per far capire loro - spiegano i docenti - che quello innalzato dalla Gelmini è un muro contro il loro futuro».

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