Il dolore
PRECARI/1
Da Catanzaro per lavorare
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PORTOFERRAIO. Andrea è un insegnante di sostegno. Lavora all'Elba con contratti a termine da due anni e viene da Catanzaro. Dalle sue parti, anche quest'anno, non è stato possibile ottenere cattedre sul sostegno. Tutte tagliate. Così ha fatto i bagagli e per il secondo anno consecutivo è approdato all'Elba. Precario da sette anni può dirsi fortunato perché non ha moglie e figli. «Ma rientrare a casa dai miei familiari - racconta - è praticamente impossibile. All'Elba non si sta male, si riescono a trovare affitti a prezzi più contenuti che nelle grandi città. Il vero problema sono i collegamenti». La sua vita da precario è dura: traslochi, affitti da pagare e fino all'ultimo l'incertezza di riuscire ad ottenere un posto a tempo determinato. Ma quello che fa più rabbia «è l'impossibilità di offrire ai ragazzi - afferma - una vera opportunità per recuperare ed apprendere. Cosa si può fare con un alunno che ha una sola ora di sostegno a settimana?».
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