Il dolore
Atti osceni a bordo del traghetto
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Carabinieri in pattuglia Il racconto di una giovane: sono stata molestata
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PORTOFERRAIO. Sarebbe stata molestata da un uomo a bordo di un traghetto diretto all'Elba. Un episodio grave, non ancora denunciato ai carabinieri, ma raccontato, tra rabbia e lacrime, dalla protagonista della vicenda, una donna straniera trentaquattrenne, da anni residente all'Elba. Rientrava a casa dopo alcune visite mediche in continente: il traghetto semi vuoto, poche persone a bordo e un uomo «ben vestito e all'apparenza normale - racconta la vittima dello spiacevole episodio - che mi si è seduto accanto, ha cominciato a toccarsi e ha provato a mettermi le mani addosso. Ho protestato e urlato: ma nessuna delle persone a bordo mi ha aiutata. Se io fossi stata italiana o se lui fosse stato un extracomunitario come avrebbero reagito? Mi avrebbero lasciata sola?». L'episodio, a quanto pare di atti osceni in luogo pubblico, risale a domenica scorsa. La donna stava leggendo seduta sui divanetti del salone della nave. «Di fronte a me c'era un ragazzo - racconta - dietro una coppia. A un certo punto l'uomo mi si è avvicinato e si è seduto accanto a me. Ha provato a parlarmi ma stavo leggendo e non volevo avere conversazioni con uno sconosciuto e ho lasciato perdere». A quel punto è cominciato l'incubo. «Ho visto che si toccava tra le gambe, sotto i pantaloni - afferma la donna - ero terrorizzata, tremavo come una foglia. A un certo punto si è anche scoperto. Poi ha allungato le mani sulle mie gambe. Ho cominciato a gridare ma nessuno è intervenuto. Solo un passeggero che conosco di vista ha cercato di capire cosa stava accadendo. Così ho chiesto aiuto al personale al bar del traghetto, è arrivato anche il comandante, mi hanno detto di lasciare perdere quella persona. Sembrava quasi che fosse colpa mia quello che era accaduto. Così sono rimasta con quell'uomo in attesa dei carabinieri: faceva il matto, si è inginocchiato, mi chiedeva scusa. L'unica cosa che mi hanno detto a bordo è che dovevo spostare la mia macchina in garage perché erano stanchi e volevano andare a dormire». I carabinieri, hanno identificato tutti i presenti e raccolto le testimonianze dell'accaduto.
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