Il Tirreno

La protesta dei professori

«Ma non siamo dei fannulloni»

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 PORTOFERRAIO. Sarà un'assemblea affollata quella che i sindacati confederati hanno deciso di convocare, domani, per discutere e informare sulle condizioni della scuola italiana. Almeno così annuncia un gruppo di docenti delle scuole dell'isola che ha deciso di partecipare all'incontro e spiega le proprie ragioni con una lettera indirizzata ai genitori degli alunni. «La scelta di partecipare, con conseguente non svolgimento delle lezioni - scrivono - è dettata dalla reale preoccupazione rispetto alla qualità del servizio che potremmo offrire».  Gli insegnanti esprimono solidarietà ai tantissimi colleghi che sono rimasti senza un incarico, ma sono anche spaventati dalle classi affollate in cui dovranno lavorare che «assumono un connotato di parcheggio - spiegano - piuttosto che di un luogo di educazione», con alunni diversamente abili a cui vengono tolte preziose ore di sostegno, l'impossibilità di organizzare recuperi e strutture scolastiche fatiscenti. «Vi invitiamo - terminano gli insegnanti - a non considerarci fannulloni, con scarsa voglia di lavorare, ma piuttosto ad essere solidali, fin da ora, con il nostro dissenso, perché ciò che più ci preme è offrire alle vostre figlie e ai vostri figli, che sono il futuro del nostro paese, la migliore scuola pubblica statale possibile e gratuita».

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