Il Tirreno

Caccia agli assaltatori della Croce rossa

Caccia agli assaltatori della Croce rossa

Le indagini dei carabinieri puntano su gruppi dell'area antagonista

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Ha suscitato grande impressione l'irruzione di domenica sera nella sede della Croce rossa. di via Boncompagni: nessun comportamento violento in senso stretto contro i volontari dell'associazione da parte del gruppo di ragazzi vestiti di nero, ma certo si è trattato di un atto di prevaricazione che non ha precedenti in città. I carabinieri che indagano, e la polizia che è la massima autorità di pubblica sicurezza in Val di Cornia, frenano l'allarme sociale generato dall'episodio, sostenendo che in fondo si è trattato di un atto deprecabile ma puramente dimostrativo.

Il gruppo di una quindicina di ragazzi infatti, con le scritte vergate sui muri della Croce rossa, protestava contro gli episodi accaduti in un Centro di identificazione ed espulsione in via Corelli a Milano, dove sabato erano stati arrestati cinque extracomunitari dopo una sommossa. Un centro gestito dalla Croce rossa dove negli ultimi mesi si sono verificati molti episodi di violenza. Da qui quindi la decisione di compiere un gesto dal forte impatto, ma in un centro dove i rischi erano ridotti al minimo, come è il caso appunto della sede piombinese della Croce rossa. Dove ieri sono stati ripuliti i muri dalle scritte, con le ambulanze imbrattate di vernice finite invece in carrozzeria.

Gesto dimostrativo, dunque, quello di sabato sera in via Boncompagni, maturato in un clima sempre più teso dopo gli ultimi fatti di via Corelli, con un tam tam molto intenso sui blog gestiti o frequentati dai gruppi antagonisti, da sempre acerrimi nemici dei Centri di identificazione ed espulsione. Da qui l'ovvia direzione presa dalle indagini, e cioè l'eventuale presenza dei protagonisti del raid tra i gruppi dell'area anarchica e antagonista arrivati venerdì scorso a Riotorto da mezza Italia per una festa ecologista, con tre giorni di incontri e dibattiti sulle «lotte ecologiste, radicali e antiautoritarie» in «un percorso capace di minare le fondamenta di questa società», come si legge su Internet nella presentazione della tre giorni.

Un appuntamento, quello di Riotorto, preparato da tempo, con l'affitto dell'area chiesto regolarmente al comitato di gestione della Pinetina, che ha dato il suo benestare dopo il pagamento di una caparra, e di cui le forze dell'ordine erano a conoscenza tanto che la zona è stata tenuta d'occhio in maniera costante da parte di polizia e carabinieri. Certo è che il gruppo protagonista del raid ha trascorso solo pochi minuti nella sede della Croce rossa per poi dileguarsi. I carabinieri anche ieri hanno ascoltato molte persone che abitano nella zona ma pare che nessuno abbia visto quei ragazzi vestiti di nero. (cloz)

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