Il Tirreno

Via da sistemare

Luca Mozzoni   (Piombino)
Una veduta di via Sant’Agabito a Marciana
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Una veduta di via Sant’Agabito a Marciana

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Via da sistemare a Marciana  Mi sono deciso a chiedere al sindaco di Marciana alcune risposte su una questione che mi sta a cuore. Attualmente risiedo a Piombino, ma sono nato a Marciana nel 1940 dove ho vissuto i primi 10 anni, successivamente sono ritornato tutti gli anni fino ad oggi. Ho sempre abitato in via Sant'Agabito dove anche oggi ho una casa, il problema che pongo è proprio la via, o meglio il lastricato della stessa.  Come lei signor sindaco bene sa, via S. Agabito comincia dalla piazza della Gogna, che è la piazza storica il cuore del paese ed è una via fra le più praticate del paese; il suo lastricato che è lo stesso di quando sono nato, era già pessimo allora, ma negli ultimi 50 anni a causa dei continui lavori di ristrutturazione delle varie abitazioni e stalle, è stato sfatto e rifatto molte volte.  Non avendo lastre regolari, veniva rimesso in modo casuale come si può ben vedere, ma le stesse rompendosi perché sotto c'è il vuoto, hanno causato il problema attuale. Già nell'estate del 2007 portai una richiesta scritta in Comune, per una lastra che era sprofondata perché sotto c'era il vuoto, ma non accadde niente.  A luglio di quest'anno sono arrivato in paese ed ho trovato una transenna per non passare sotto una casa che sta andando in rovina, ho trovato i primi 70-80 metri della via ridotti come un groviera, alla base della scala che porta a casa mia c'è una porta rotta, da dove escono topi di fogna.  Ho parlato di questi problemi con i vicini e tecnici comunali, ma niente si muove. Ora che mi sono documentato chiedo al sindaco se non crede che sia un problema di sicurezza il fatto che le lastre mosse creano dislivelli dove è pericoloso camminare. Quando piove e le stade si trasformano in piccoli torrenti, molti ettolitri di acqua penetrano sotto il lastricato, aggravando il problema, anche per gli edifici a valle della via: dove va a finire tutta questa acqua?.  E infine, non crede che una iniziativa lodevole, come quella da lei promossa delle visite guidate nel borgo per valorizzare l'ambiente, debba andare di pari passo con un adeguamento del decoro urbano come le strade e le abitazioni fatiscenti? Marco Lupi (Piombino - Marciana) Tirrenica, si cambia ancora  Nel febbraio del 2010 all'hotel Phalesia di Piombino c'è stato un convegno molto partecipato, con la presenza del ministro Matteoli, dove si diceva che dopo quarant'anni si era raggiunto l'accordo sul tracciato della autostrada Tirrenica e si davano le date di inizio cantieri.  Dopo qualche tempo abbiamo visto l'inizio dei lavori cominciando dal casello di Vada. Ma quando nei giorni scorsi ho aperto "Il Tirreno" e ho letto che si torna all'autostrada Aurelia, ho fatto un salto sulla poltrona e mi sono cadute le braccia.  Ora come cittadino vorrei sapere che cosa ha fatto fare marcia indietro su un accordo raggiunto con tanta fatica, un accordo che certo non contentava tutti, ma metteva fine a tutte le morti che ci sono state su questo tratto di Aurelia, che dava risposta alle sollecitazioni europee perche si facesse questa autostrada, che dava risposta anche agli ambientalisti piu intransigenti.  Non e passato che qualche giorno e la lobby di Capabio si e fatta di nuovo viva con un lungo intervento a sostegno della nuova ipotesi di tracciato, preocupati che i pendolari locali della strada spenderebbero di più con lautostrada; che e meglio far fare i lavori a pezzi e bocconi; facendo in modo, dico io, che cosi i lavori durino ancora quarant'anni e loro potranno salvaguardare i bei giardini delle loro ville.  Quello che mi preoccupa è anche il fatto che l'accordo che si era raggiunto comprendeva la costruzione della strada 398 fino al porto di Piombino, che aspettiamo da decine di anni. Graziano Romagnani (Piombino) Asfalto pericoloso sulle strade elbane  Il recente incidente accaduto a Porto Azzurro ha ribadito la pericolosità delle strade elbane in caso di pioggia.  Il motivo di questo pericolo è da imputarsi anche al tipo di asfalto usato. In particolare dagli inerti utilizzati per la sua preparazione, di pezzatura (granomatura) molto piccola, che conferisce all'asfato una finitura liscia, particormente insidiosa in caso di pioggia. Per risolvere il problema basta usare inerti di pezzatura più grande; meglio sarebbe usare l'asfalto del tipo drenante che eviderebbe di trasformare le strade in fiumi in caso di brevi ma intense piogge tipiche del clima elbano.  Altro problema è la segnaletica orizzontale totalmente assente che rende pericolosa la guida notturna: provare per credere la Porto Azzurro-Cavo di notte. Luca Billi (Rio Marina) Code e rotonde, quanti disagi  Un sabato di settembre decidiamo con mia moglie di andare fuori Piombino. Percorriamo via Della Pace e alle 15 ci troviamo nei pressi della rotonda della Sol; con una buona dose di audacia riesco ad immettermi nella rotonda, sulla destra due operatori con una pettorina gialla parlano tranquillamente all'ombra di un albero. A destra della rotonda un serpentone di macchine in doppia fila, a sinistra uguale: telefono in Comune, mi risponde una vigilessa e le chiedo se è al corrente che il traffico in uscita da Piombino è tutto bloccato. Mi dice di sì.  Procediamo e finalmente raggiungiamo quel gioiello di rotonda del Gagno: sulla destra altra fila fino al Cotone. Forse pensavano ad una alternativa intelligente.  Al Gagno si presenta un'altra fila che però si muove a passo d'uomo "affaaticato", supero la rotonda e raggiungo il bivio di Fiorentina: guardo l'orologio, sono le 15,45. Roberto Fagioli (Piombino) Autobus in ritardo sulla Costa Est  Faccio il bagnino alla postazione numero 3 di Perelli 2, del Consorzio balneare Costa Est Piombino. Il 23 agosto scorso ho atteso dalle ore 18,10 alle 18,45 l'autobus della corsa delle ore 18,23 destinazione via Da Vinci, a Piombino, come da orario dell'Atm ampiamente pubblicizzato. Non è la prima volta che è capitato, bensì la quarta; una volta all'andata e tre al ritorno. La mancanza mi è costata parecchio sia in termini di tempo, di puntualità a lavoro e in soldi. Infatti ho dovuto chiamare dei parenti che hanno lasciato il lavoro per accompagnarmi.  Così come l'Atm mi ha punito economicamente quando ho viaggiato senza il biglietto (in quanto il venditore a quell'ora era chiuso) spero che adesso mi rimborsi per il danno subito.  Ma più di tutto spero, per me e per tutti gli altri, specialmente gli extracomunitari che non hanno la possibilità di lamentarsi, che la cosa non si ripeta.

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