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I sindaci vogliono sudditi

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La federazione del Prc Piombino-Val di Cornia-Elba esprime solidarietà a Giuliano Parodi, capogruppo di Uniti per Suvereto, per l'attacco personale e reiterato condotto dal sindaco contro un cittadino e militante politico dalla coscienza specchiata.  Sono gravi e gratuite le esternazioni del sindaco Pioli contro l'opposizione di Uniti per Suvereto, attaccata per aver sollevato critiche e denunciato inefficienze dell'amministrazione. Con i soliti argomenti pretestuosi, egli non entra nel merito dei problemi, né sulle idee, ma strumentalizza e si accanisce contro le persone, contro chi denuncia le mancanze delle amministrazioni o semplicemente interpreta il dissenso dei cittadini nei confronti di decisioni che, siamo onesti, hanno lasciato irrisolti gran parte dei problemi di questo territorio.  Il suo atteggiamento è ormai comune ad altri sindaci della Val di Cornia.  Punti nel vivo, i sindaci reagiscono con metodo e linguaggio autoritario, mostrando tutto il disagio che provano nell'avere una opposizione. In sostanza si afferma che l'opposizione ci dovrebbe essere ma dovrebbe dire quello che vuole la maggioranza.  Inutile ragionare sui massimi sistemi, la motivazione che ha portato gli spazi di democrazia a farsi sempre più angusti sono da ricercarsi nello svuotamento di competenze del consiglio comunale, nella diffusione dei sistemi clientelari, nella personalizzazione della politica e nel rapporto patologico che si è sviluppato anche in Val di Cornia tra politica e affari. Non si deve disturbare il manovratore: sembra essere questo il messaggio di simili reazioni.  Le scelte amministrative troppo spesso appaiono senza logica perché non rispondono più alla pubblica utilità. Quando si osa toccare questo tasto, la dipendenza cioè delle amministrazioni da un grumo di interessi economici, ci si macchia del reato di lesa maestà e ci si espone alla rappresaglia.  Chi non vuole interlocutori ma sudditi attacca le opposizioni pretendendo di insegnare loro come debbono opporsi, su cosa, quando e perché.  Chi cerca sudditi elargisce qualche favore ma nega i diritti e questo rende ciascuno di noi pericolosamente vulnerabile. Come la nostra democrazia. Alessandro Favilli (federazione Prc Piombino-Val di Cornia)

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