Il Tirreno

Folla per il "rottamatore" del Pd

Francesca Lenzi
Giuseppe Civati durante il suo intervento all’hotel Centrale
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Giuseppe Civati durante il suo intervento all’hotel Centrale

Civati e la sua idea di Sinistra nel libro sul razzismo padano

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 PIOMBINO. Numeroso il pubblico al Centrale per l'incontro con Giuseppe Civati, della direzione nazionale Pd, organizzato dall'associazione www.laicitaediritti.org, in collaborazione con librerie.coop, sulle considerazioni che emergono dal libro di Civati, "Regione straniera. Viaggio nell'ordinario razzismo padano". Vero è che l'evento, coordinato dal giornalista e scrittore Davide Guadagni, con la partecipazione di Federico Gelli, responsabile sicurezza e legalità Pd Toscana, rischiava di trascendere l'argomento annunciato, per sconfinare nella polemica interna al Pd, che vede Civati capofila dei cosiddetti "rottamatori".  In realtà, effettivamente di immigrazione si è parlato, all'interno di una discussione interessante e avvincente, grazie anche alla capacità dialettica e all'ironia vivace e graffiante, dello stesso Civati. D'altra parte Guadagni non è stato da meno, arricchendo il proprio ruolo di mediatore, con una riflessione amaramente pungente sul clima d'intolleranza, diffuso in Italia. Non si è lasciato scappare però un intervento da "rottamatore": «L'attuale classe dirigente della Sinistra, rappresentazione dello slogan "I can, we can, they win", deve farsi da parte. Eppure non le riesce».  Il contributo di Gelli è stato un'analisi di confronto tra lo scenario presentato dal libro di Civati e il contesto toscano, migliore dell'ambito lombardo ma non perfetto, condizionato anch'esso da pregiudizi sbagliati: «Gli immigrati toscani ricoprono l'8% della produzione totale, il 2,7% dei consumi». Pure Gelli, infine, non resiste ad avallare il criterio "rottamatore": «Occorre una politica nuova. La ricetta è quella utilizzata in Usa e Inghilterra: basta con l'attuale gruppo dirigente della Sinistra».  Per assurdo Civati è l'unico a non affrontare mai apertamente il pensiero "ribelle" che lo vede, assieme al sindaco di Firenze, Matteo Renzi, protagonista dell'attualità politica. Gli interventi del consigliere lombardo del Pd hanno interessato la questione degli stranieri, e dei falsi preconcetti che ne condizionano l'accoglimento da parte del cittadino italiano. Preconcetti che stanno alla base della Lega Nord, e di una propaganda aggressiva che «vince perché non c'è più la politica». E qui, senza accusare mai apertamente nessuno, Civati critica una Sinistra che non ha il coraggio di occuparsi di immigrazione, che ha perso la sintonia con i propri elettori, che non fa più il proprio mestiere, «un po' di solidarietà e il sostegno degli ultimi».

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