Parla il medico della Croce Rossa da tre anni in servizio sullisola
«Zecche a Pianosa? Un falso problema, è il degrado che deve preoccupare»
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Lisola di Pianosa 1 MINUTI DI LETTURA
PIANOSA. «Zecche? Quelle di Pianosa sono meno pericolose di altre, basta con informazioni errate che hanno fatto apparire minacciosa la situazione, solo le persone più stanziali sull'isola, detenuti, uomini della forestale, della protezione civile, hanno avuto qualche parassita nella pelle e io li ho facilmente tolti. Per i turisti è difficile essere colpiti dal problema». Parole chiare quelle della dottoressa Elsa Storace, da Genova, medico in servizio da tre anni a Pianosa con la Croce Rossa. «Le zecche sono un fenomeno naturale - spiega - e si possono trovare nei prati o sulle colline. Dove c'è la presenza di animali come cervi o mufloni sono più aggressive e possono essere trasmesse dai cani all'uomo, ma esistono medicamenti che evitano anche questo». Quindi meno preoccupazione andando a Pianosa?. «Certo - conclude il medico - è più importante uscire dalla vergogna dello stato di abbandono in cui versa questo paradiso, ed è anche per questo che il numero di zecche sale. Dovrebbero tornare i pianosini a viverci o l'Unesco potrebbe adottare il luogo e renderlo sicuro ed efficiente. Aleggia però un aria di mistero sull'isola, per cui niente accade per risolvere i problemi». S.B.
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