Sicurezza
Spiaggia al resort, Francardi prende tempo
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«Stiamo verificando tutte le soluzioni, ma occorre attendere la definizione del piano particolareggiato». L'assessore all'urbanistica non vuole commentare le dichiarazioni rilasciate da Maurizio Berrighi, che aspetta la risposta dal Comune sulla concessione di un tratto di spiaggia, ricavata nel Golfo di Baratti e riservata ai clienti del resort. Lo sbocco sul mare era previsto nella convenzione firmata nel 2003 tra il Comune e "Agricola Populonia", gli ex proprietari della fattoria di Poggio all'Agnello. «Non è il momento di fare commenti - taglia corto Francardi - quel che posso dire è che di certo non saranno aumentate le concessioni private sulla spiaggia e non si occuperà neanche un metro in più di arenile pubblico». La concessione della spiaggia privata è tuttavia solo un aspetto del confronto sul destino del Golfo, avviato ufficialmente giovedì con i primi incontri sul piano particolareggiato con le associazioni e gli operatori di Baratti e Populonia.
I dubbi sulle ipotesi progettuali, a partire dai nuovi hotel al Casone e a Populonia fino alla chiusura del traffico di accesso al Golfo, sono già emersi. «Non abbiamo pregiudizi sugli investimenti finalizzati a creare nuove opportunità ricettive - ha spiegato Luigi Coppola, capogruppo Udc - ma siamo perplessi sulle caratteristiche e soprattutto sulla fruizione di un'area limitata come può essere quella del Golfo di Baratti. Da un lato Poggio all'Agnello, dall'altro il Casone, il nuovo centro velico e le strutture esistenti, significherebbe limitare il tratto di spiaggia libera per soddisfare le esigenze delle vecchie e "nuove" attività». Alle perplessità sui contenuti della bozza del piano si aggiungono le critiche per il metodo scelto per impostare la discussione pubblica.
«Prima si propaganda l'approvazione della documentazione per richiedere il riconoscimento dell'Unesco, preludendo la massima salvaguardia del territorio di Baratti - commenta Legambiente Val di Cornia -dopo si lancia il dibattito pubblico, senza mettere la popolazione in grado di conoscere i dettagli, in quanto il piano viene pubblicato solo una quindicina di giorni dopo ma ne abbiamo notizia dopo un mese». E sui contenuti «il piano sembra costruito a pezzi - incalza Legambiente - sono singoli progetti che rispondono solo a singole esigenze imprenditoriali, piuttosto che alle esigenze generali di allentare le presenze e garantire l'integrità del golfo».Intanto le adesioni al gruppo "Giù le mani da Baratti", nato su Facebook, sono salite a 336, con un'impennata di circa 100 iscrizioni in un solo giorno.
I dubbi sulle ipotesi progettuali, a partire dai nuovi hotel al Casone e a Populonia fino alla chiusura del traffico di accesso al Golfo, sono già emersi. «Non abbiamo pregiudizi sugli investimenti finalizzati a creare nuove opportunità ricettive - ha spiegato Luigi Coppola, capogruppo Udc - ma siamo perplessi sulle caratteristiche e soprattutto sulla fruizione di un'area limitata come può essere quella del Golfo di Baratti. Da un lato Poggio all'Agnello, dall'altro il Casone, il nuovo centro velico e le strutture esistenti, significherebbe limitare il tratto di spiaggia libera per soddisfare le esigenze delle vecchie e "nuove" attività». Alle perplessità sui contenuti della bozza del piano si aggiungono le critiche per il metodo scelto per impostare la discussione pubblica.
«Prima si propaganda l'approvazione della documentazione per richiedere il riconoscimento dell'Unesco, preludendo la massima salvaguardia del territorio di Baratti - commenta Legambiente Val di Cornia -dopo si lancia il dibattito pubblico, senza mettere la popolazione in grado di conoscere i dettagli, in quanto il piano viene pubblicato solo una quindicina di giorni dopo ma ne abbiamo notizia dopo un mese». E sui contenuti «il piano sembra costruito a pezzi - incalza Legambiente - sono singoli progetti che rispondono solo a singole esigenze imprenditoriali, piuttosto che alle esigenze generali di allentare le presenze e garantire l'integrità del golfo».Intanto le adesioni al gruppo "Giù le mani da Baratti", nato su Facebook, sono salite a 336, con un'impennata di circa 100 iscrizioni in un solo giorno.
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